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venerdì 12 gennaio 2018

"La magnitudine dell'indigenza" di Girolamo Grammatico

Se le stelle si fanno scorgere attraverso la loro magnitudine, Girolamo Grammatico è a testa in su e sollevando l’indice verso di loro ce le illustra, le colloca nello spazio e nel tempo e come solo un astrologo saprebbe fare, ci avvicina a loro e ce ne restituisce il senso. E qual è il senso più profondo se non lo spettacolo di saper dare un nome a chi non ce l’ha, di saper restituire una posizione di privilegio a chi viene considerato ultimo? Il risultato è esilarante; è lo show che si può compiere in una notte d’estate. E se le stelle fossero portate qui sulla terra, tra di noi, per le vie di una città, Girolamo Grammatico potrebbe definirsi “l’operatore poeta” che ci racconta come tra i marciapiedi si può brillare. La luce, dalla più intensa a quella più tenue, non si arrende, buca il buio fino a quando c’è quel briciolo di umanità che consente di fermarsi, osservare, ri-conoscere. Facile sarebbe voltare lo sguardo e proseguire dritti. E invece no, Girolamo Grammatico attraverso le sue poesie ci inchioda di fronte al firmamento terrestre e ci fa capire con forza qual è la linea sottile che c’è tra il valore della povertà e la desolazione della miseria.
Sono passati diversi anni da quando conobbi Girolamo Grammatico. Sarà stato il 2005, forse il 2006; c’era ancora il Myspace e non era ancora arrivato per noi il tempo di Facebook, le giornate si riempivano dei colori di lavori sociali che mettevano le radici nei concetti di pace e diritti umani. C’era, già allora, un mondo di poesia in via di esplosione e arrivò per Girolamo il tempo di pubblicare “Poesie senza Asdl” con Perrone editore. C’erano serate con amici che provenivano da ogni parte d’Italia e c’erano iniziative che tuttora proseguono come “Citofonare Interno 7”. C’erano dipinti come quelli di Cristiano Peluso, le recensioni di Rossano Astremo e melodie di vari artisti che ora padroneggiano il panorama musicale nazionale. E c’erano i suoi occhi azzurri e profondi che già sprigionavano il desiderio di restituire sogni e dignità a chi li aveva perduti. Oggi, tra le pagine de “La magnitudine dell’indigenza” (l’Erudita edizioni) trovo la realizzazione di un percorso compiuto seppur in evoluzione. Amo definire Girolamo Grammatico “scrittore di strada” perché immagino i suoi passi lenti e rispettosi tra i cartoni stesi sull’asfalto, il suo cuore attento a percepire e restituire emozioni, la sua mente impegnata a farsi domande più che a celebrare risposte. “Girolamo, che cosa sono i sogni?” mi verrebbe da chiedergli. Poi continuo a leggere le sue parole precise, selezionate, pungenti e capisco che forse i sogni sono cose semplici: granelli di sabbia, un bicchiere di vino, un sorriso. Ma i sogni sono anche cose parecchio complesse, che a volte diamo per scontate, a volte addirittura le abbiamo a portata di mano e non sappiamo afferrarle: la certezza di un caffè caldo domani mattina appena svegli, la realizzazione di una famiglia, la possibilità di riabbracciare un amico. Domenica 28 gennaio alle 17 e 30 alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni di Perugia avrò modo di parlare con l’autore del suo libro “La Magnitudine dell’Indigenza” e di molto altro e sono sicura che gli dirò: “Scusa, Girolamo, prima di andare via, prima di riprendere il treno e ritornare a Roma, ancora un attimo: spiegami, per favore, per cosa vale davvero la pena lottare?”. Immagino il suo volto, il suo sguardo e sento la sua voce dall’accento vagamente siciliano, che mi dice: “…voglio lottare, per una parola nascosta dietro il cemento dell’ignoranza seduto sull’uscio dei miei sogni anche oggi”.


Floriana Lenti

Pubblicato su ViewPoint Italy

martedì 5 settembre 2017

Giuseppe Magnini e le sue opere di sensibile vitalità

Camminando per le vie di Corciano, tra antiche costruzioni di pietra e profumi di pietanze umbre, ci s’imbatte in “racconti” di terra cotta e creta incastonati su un piccolo elegante palazzo in via Aldo Moro a fare da cornice al laboratorio di ricerca applicata per espressioni figurative antiche e moderne dell’eccelso artista corcianese. Le parole del critico d’arte Franco Mancini spiccano sulla porta “L’arte plastica di Giuseppe Magnini s’ispira a una realtà che è al tempo stesso mito e leggenda: e proprio a questo alone tra storia e fantasia si deve i fascino sottile che - l’artista sensibile a un glorioso passato da lui rivissuto nel quotidiano - ci trasmette, riproponendoci un mondo che è quello della nostra interiore memoria. La forza del segno, nella apparente semplicità, scaturisce da una interpretazione (tutt’altro che priva di cultura) di figure e volti colti nella loro intensa, essenziale psicologia”.
Emozionante varcare quella soglia e ritrovarsi di fronte ad opere d’arte che parlano di vicende di un passato che ci appartiene. Ceramica e terra cotta modellate, legni intarsiati, dipinti, statue di bronzo, pannelli, materiali e colori che si mescolano rivelando l’essenza di Giuseppe Magnini che, seppur umile, negli anni ha avuto svariati riconoscimenti nazionali ed internazionali. A lui sono state commissionate opere dalla Curia in esposizione permanente nei luoghi sacri più rinomati della Regione. Innumerevoli le sue istallazioni in Umbria e in tutta la penisola. Sin dal 1998 per il “Premio Nazionale di Poesia Città di Corciano” ideato da Luciano Pellegrini l’artista ha contribuito con la realizzazione del logo ufficiale della manifestazione. E’ impegnato in laboratori con i giovani che Magnini invita a: “Studiare, essere curiosi, conoscere la tecnica, ma soprattutto la bellezza del mondo che ci circonda per poi raccontarla di conseguenza. – L’artista prosegue – I ragazzi devono scoprire fino in fondo la propria vocazione, imparando a fare bene le piccole cose quotidiane”. Giuseppe Magnini rimane custode di una tradizione che si rifà ai borghi medievali, riporta a oggi una visione che spazia nel tempo e racconta la mitologia attraverso immagini che rimarranno nella storia.


Floriana Lenti

Fonte: ViewPoint

sabato 4 febbraio 2017

Dialoghi d’arte: musica e poesia nel ricordo di Luigi Tenco


Il 9 febbraio 2017 alle ore 18.00, al secondo giorno dall’inizio della 67ma edizione del Festival di Sanremo, nella Biblioteca di San Matteo degli Armeni il cantautore verbanese Massimiliano Cremona con il poeta scrittore Emmanuel Di Tommaso daranno vita ad un dialogo artistico tra musica e poesia. 
A cinquant’anni dalla morte di Luigi Tenco ci si chiede ancora: Dov’è il confine tra le varie forme d’arte? Qual era la visione dell’amore di Luigi Tenco? Da dove nascono le sue opere? Come mai l’artista genovese ha deciso di compiere un gesto così estremo, proprio durante il Festival della musica italiana? Ed arrivando ai nostri giorni: qual è il ruolo della musica d’autore? Le riflessioni abbracceranno anche il dibattito circa l’assegnazione del Premio Nobel della letteratura a Bob Dylan… 
L’evento – condotto da Floriana Lenti - sarà aperto a tutti e ognuno potrà partecipare liberamente al dibattito in ricordo di Luigi Tenco.
Info bibliotecasanmatteo@comune.perugia.it 

venerdì 18 novembre 2016

DECOLONIZZARE CON LA POESIA! A Foligno. Sabato 19 novembre


La Redazione del Caffè Moda Rinaldi Magazine ospita UmbriaLibri 2016 con il WorkShop "Decolonizzare con la poesia"
Intervengono:
Emmanuel di Tommaso, poeta
Floriana Lenti, giornalista
Carmine Conelli, Dottorando in Antropologia Coloniale
Coordina Layla Crisanti

A seguire Brunch Letterario a Cura di Nazzareno Brodoloni 
"Apriti Sedano"
Angolo Dolci a Cura di O'MA'
Palazzo Lezi Marchetti, Via Cairoli 38 Foligno - Dalle 11 e 30 in poi...
Brunch Posti Limitati su Prenotazione Euro 10
Tel. 331.1872029 /348.8401145


mercoledì 16 novembre 2016

“I GIORNI DELLA NEPENTE – UNA STORIA TOSSICA” giovedì 17 novembre alle 19.30 al T-Trane




Appuntamento con le voci nuove della letteratura umbra, giovedì 17 novembre al T-Trane Record Store. Alle 19.30 ci sarà la presentazione del romanzo “I giorni della nepente – Una storia tossica”, di Matteo Pascoletti, finalista al Premio Augusta per scrittori esordienti. Dialogherà con l’autore la giornalista Floriana Lenti.
In una maledetta domenica di settembre un tossicodipendente uccide una pensionata nel tentativo di scipparla; il figlio della donna insegue e massacra a sua volta lo scippatore. Da quel momento tutto precipita. In mezzo al coro delle voci che si leva in rete, sui giornali e in tivù, per capire cos’è successo davvero occorre mettere insieme i percorsi di tutti gli attori della storia: il Profeta, il tossico, il giornalista, il professore precario, la ragazza incinta che cerca redenzione. Nella città subito ribattezzata dai media “capitale della violenza”, in mezzo a una carambola di corpi in traiettoria casuale che si scontrano solo per ferirsi, si andrà presto a scoprire che le passioni con cui l’uomo si acceca per sfuggire all’angoscia non sono poi così diverse dai succhi profumati con cui la nepente, pianta carnivora, attira gli insetti per poi consumarli, nutrendosi di loro.
L’autore Matteo Pascoletti (1978) è nato e vive a Perugia. Dottore in Italianistica, lavora nella comunicazione online e collabora al Festival Internazionale del Giornalismo. Scrive sul blog collettivo Valigia Blu. Ha pubblicato il racconto “Dizionario del diavolo net” nell’antologia “Rien ne va plus” (Las Vegas Edizioni). Suoi racconti sono apparsi su Nazione Indiana, Scrittori Precari, A Few Words, RiotVan e UmbriaNoise.

"Così hai deciso di mollare, e solo allora hai scorto la strada da compiere. Era sempre stata lì, ma tu non l'avevi vista, perché c'è bisogno di un buio completo per notare la luce più lontana e flebile" Matteo Pascolati

martedì 5 luglio 2016

"Sulla soglia boschiva" domani alle 18.30


Le parole dell’autore Emmanuel di Tommaso risuonano prima nella testa, poi nello stomaco. Ogni viaggio ricomincia dalla dispersione spiritualesi legge tra le pagine del libro di poesie “Sulla soglia boschiva” che verrà presentato mercoledì 6 luglio alle 18.30 alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni a Perugia. Evocano natura, fiori, foglie, meandri della terra e sensazioni per i più difficili da esprimere. La nota attrice umbra Caterina Fiocchetti declamerà le composizioni dell’autore rivisitando e riportando alla luce tratti di profonda attualità di cui è colmo il libro: i profughi che arrivano sulle rive dei nostri mari, la straziante e sanguinosa guerra in Medio Oriente, il silenzio di fatti di umana cattiveria che si fa assordante. “Dentro un’ombra mi rivedo” dichiara un verso di una poesia e lascia la sensazione che in quell’immagine riflessa ci sia lo sguardo di ognuno di noi. Le relazioni umane in connubio con le forme dei corpi sono descritte in modo delicato accompagnato da una nota pop: si sente la voce di David Bowie. E la natura, il divenire delle stagioni, il procedere incauto e incessante del tempo sono un richiamo alla poesia di Elliot. Fa da faro anche Thomas Bernhard, illumina percorsi che il libro invita a compiere. Lo sguardo di Emmanuel Di Tommaso è rivolto lontano, accompagna il lettore accanto alla Cattedrale di Sanit Andrews in Scozia, si sposta poi a Lisbona, arriva fino a Gaza, ritorna sulla soglia del “bosco interiore” di chi si imbatte nella lettura. Si alza, infine, una preghiera di perdono e la richiesta umana e diretta di libertà.

Floriana Lenti

Fonte: ViewPoint 

giovedì 18 febbraio 2016

Fabio Concato. Tutto qua!



Con i capelli imbiancati e gli occhiali scuri, ma “non per fare il figo”, ha esordito così: “Guido piano… e ho qualcosa dentro al cuore, che mistero, non so neanche dove andare e m’allontano…” e la sua voce ci ha portato lungo i suoi percorsi di memoria, attraversando i momenti più romantici e spesso malinconici, arrivando a contemplare la “Domenica bestiale” che tutti amiamo. E tra una canzone e l’altra, arrangiate in chiave jazz, Fabio Concato, accompagnato da musicisti d’eccellenza quali Paolo Di Sabatino, Marco Siniscalco e Glauco Di Sabatino, ci ha condotti “dove c’è sempre il sole, sopra uno scoglio che ci si può tuffare”. Ha notato, nella sala live del Bad King dove ha suonato mercoledì 17 febbraio, il quadro di Pino Daniele, ed ha chiesto: “Ma lui è Pino?”, ed è sembrato che ci fosse anche Pino Daniele stesso a contemplarlo dall’alto. Il momento più emozionante è arrivato, poi, quando Fabio Concato ha cantato “Gigi”, una vera poesia dedicata al padre: “Ammetto che più passa il tempo e più mi emoziono cantando questo brano, lui mi ha dato tutto…” e anche il pubblico, in un rispettoso ascolto, ha percepito il battito del suo cuore mentre dalle sue labbra l’elogio: “Suoni così bene che mi vien da ridere, era il tempo in cui cominciavo ad amar la musica e amavo te”.
E il coro spontaneo della sala gremita del Bad King ha colorato di sorrisi le note di “Rosalina”. Divertente e autoironico Fabio Concato ha raccontato di un concerto in cui è uscito per la pausa, forse durata qualche minuto in più e gli spettatori sono andati via a mangiare una pizza, l’ha definito un momento di “dolore frustrante e lacerante”, dunque non s’è allontanato dal palco per continuare a raccontare il suo percorso che è approdato sulle parole di “Non smetto di aspettarti”, nuovo singolo estratto dall'album “Tutto qua”, una spietata dichiarazione d’amore, di un amore irraggiungibile e paziente: “Mi manchi, non te lo dico mai e i viaggi sono tanti, ma so che tornerai”.
E chi c’era ha portato con sé tutta la bellezza di un concerto indimenticabile fortemente voluto dal direttore artistico Antonio Ballarano e dai proprietari Cataldo Uva e Letizia Bianchi. E alla fine, come a rimarcare la magia che s’è creata, Fabio Concato ha detto: "Questo locale è come il Blue Note di Milano" e chi c'è stato in quel jazz club può capire lo spessore del paragone. E la consolazione più forte per coloro i quali purtroppo, per limite di spazio, non ce l’hanno fatta a godere del live è che arriveranno altri artisti di fama nazionale e internazionale durante questa stagione. Solo per fare qualche nome: Dennis Chambers, Eugenio Bennato, Larry Mitchell, Tricarico, Simone Cristicchi, Cesareo, Peppe Voltarelli, Lele Menotti… Personalmente sono già lì, con gli occhi rivolti al palco e le orecchie aperte e la sete di musica d’autore in grado di emozionare.

Floriana Lenti



(sottotitolo: Il modo migliore per festeggiare il compleanno di una quarantenne "cinina", ma immensa).

martedì 16 febbraio 2016

Fabio Concato sul palco del Bad King di Perugia


Fabio Concato 
Feat Paolo Di Sabatino trio
A Perugia mercoledì 17 febbraio
Al Bad King in via Fosso Infernaccio, 1 dalle 21.00

Fabio Concato sul palco del Bad King di Perugia. Il concerto sarà un’occasione unica per ascoltare non solo i grandi successi, ma anche tanti altri brani del suo repertorio che compie ormai 38 anni: da quelle “Storie di Sempre” (1977) all’ultimo album uscito nel 2012 “Tutto qua”. Anni di musica e parole che hanno saputo catturare l’affetto del pubblico che lo apprezza per il suo essere un autore elegante, capace di grande auto ironia, sempre attento alle tematiche ambientali, sociali e civili. 
“Domenica bestiale”, “Fiore di Maggio”, “Guido piano”, “Rosalina” sono solo alcune delle canzoni del concerto scelte secondo i temi più cari all’artista e riproposte in chiave jazz con grande energia e complicità da Paolo Di Sabatino, (arrangiamenti, piano), Marco  Siniscalco (basso) e Glauco Di Sabatino (batteria).


Per informazioni e comunicazioni
cellulare: +39 3384770151

martedì 9 febbraio 2016

Giovedì 11 la chitarra battente di Francesco Loccisano al Balù di Perugia




Lo abbiamo visto suonare accanto a Eugenio Bennato, Vinicio Capossela, Pietra Montecorvino, Saba e Bob Brozman. Ha collaborato con il grande regista spagnolo Carlos Saura per la colonna sonora del suo ultimo film, La jota. Giovedì 11 febbraio arriverà al Balù di Perugia in via dei Cartolari alle 22.00 in duo con Andrea Piccioni alle percussioni. Francesco Loccisano, chitarrista classico, arrangiatore, interprete, compositore e polistrumentista, abbraccerà la sua fedelissima chitarra battente rivelando un nuovo modo di fare musica, sprigionando un’identità del tutto contemporanea di uno strumento di rara bellezza e dalle splendide sonorità. La chitarra battente - lo vedremo insieme all’artista ormai noto a livello internazionale - non ha solo un ruolo classico, tra le dita di Loccisano disegnerà ritmi e melodie capaci di arrivare dritti al cuore degli spettatori. Chi ha già avuto modo di ascoltarlo ha affermato senza esitazione: “E’ impossibile rimanere indifferenti durante un live di Francesco Loccisano, prima iniziano a muoversi i piedi, poi la testa, poi le mani e senza rendersene conto anche il respiro si adatta. Coinvolge tutti i sensi…”. Lo stile compositivo, interpretativo ed esecutivo personalissimo di Loccisano non deluderanno e basterà trovare posto nella location del locale perugino e lasciar andare i pensieri per trovare un nuovo spazio in cui collocarsi e godersi un rigenerante live. Loccisano proseguirà poi la sua tournée sempre in duo con Andrea Piccioni a Roma, dove sul palco dell’Auditorium Parco della Musica il 13 febbraio. Per i veri amanti dello strumento a cinque ordini di corte il 17 febbraio terrà un Seminario di Chitarra Battente al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria.

Floriana Lenti

mercoledì 25 agosto 2010

..una notte DIVERSA!


La mattina mi sveglio su un letto comodo, con le lenzuola profumate e il cuscino non troppo morbido e non troppo duro, proprio come piace a me. Scelgo i vestiti che voglio indossare, li trovo nell'armadio ben piegati e stirati. Mi lavo con acqua fresca, tiepida o calda (dipende anche dalla stagione) e uso saponi e prodotti cosmetici. Faccio un'abbondante colazione con caffellatte e biscotti. Poi decido cosa fare del mio tempo, non devo attendere che lui passi, ma voglio anticiparlo, recuperarlo. Se mi va vado al cinema, a cena fuori, in locali per incontrare amici e chiacchierare. Oh, mi piacerebbe una macchina fotografica migliore, la mia ormai ha i suoi anni, ho in programma di ricomprarmela.

Tutti voi starete pensando: anche io ho un letto comodo, sì: mi lavo e poi mi vesto. Alcuni di voi forse preferiscono andare al bar a fare colazione... E la sera, si fa quel che si può, certo: ogni tanto uscire di casa fa bene! I vostri desideri, come i miei, variano. C'è chi alle foto preferisce fare altro, basta andare in un grande magazzino che i bisogni ci vengono suggeriti a destra e manca.

Ma chi di voi ha mai dormito all'aperto? Chi ha provato la sensazione di addormentarsi sotto un manto di stelle d'estate e d'inverno non per diletto, ma per necessità? Chi ha rinunciato a saltare pasto dopo pasto perché ha le tasche completamente vuote?

Il 17 ottobre a Roma si svolgerà "La notte dei senza dimora", un'iniziativa per dire NO alla povertà, un gesto di solidarietà - quello di dormire per strada - nei confronti di chi non ha un tetto sulla testa e un modo per sensibilizzare e aprire gli occhi davanti ad una realtà che spesso si guarda di sfuggita annebbiandola con stereotipi.

La novità di quest'anno è il concorso letterario "La notte dei senza dimora". Si può scegliere di scrivere una poesia o un racconto. E diamoci da fare, non c'è niente da perdere!!!
Il regolamento completo è sul sito www.lanottedeisenzadimora.it
Per altri dubbi o commenti basta scrivere all'indirizzo mail: sulromanzo@libero.it