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sabato 4 febbraio 2017

Dialoghi d’arte: musica e poesia nel ricordo di Luigi Tenco


Il 9 febbraio 2017 alle ore 18.00, al secondo giorno dall’inizio della 67ma edizione del Festival di Sanremo, nella Biblioteca di San Matteo degli Armeni il cantautore verbanese Massimiliano Cremona con il poeta scrittore Emmanuel Di Tommaso daranno vita ad un dialogo artistico tra musica e poesia. 
A cinquant’anni dalla morte di Luigi Tenco ci si chiede ancora: Dov’è il confine tra le varie forme d’arte? Qual era la visione dell’amore di Luigi Tenco? Da dove nascono le sue opere? Come mai l’artista genovese ha deciso di compiere un gesto così estremo, proprio durante il Festival della musica italiana? Ed arrivando ai nostri giorni: qual è il ruolo della musica d’autore? Le riflessioni abbracceranno anche il dibattito circa l’assegnazione del Premio Nobel della letteratura a Bob Dylan… 
L’evento – condotto da Floriana Lenti - sarà aperto a tutti e ognuno potrà partecipare liberamente al dibattito in ricordo di Luigi Tenco.
Info bibliotecasanmatteo@comune.perugia.it 

sabato 28 gennaio 2017

Musica d'autore con "L'Inverno è passato"


“Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”. E se Victor Hugo nel pronunciare questa frase avesse avuto modo di parlarne con Massimiliano Cremona, sarebbe sicuramente nata grande intesa e pagine di condivisione sull’argomento. E’ infatti riflessivo, introspettivo, metaforico e al contempo immediato il cantautore verbanese nel secondo capolavoro “L’Inverno è passato” che sarà presentato per la prima volta in Umbria, a Perugia, nella splendida location del Balu’ - rinomato locale del centro storico, sabato 28 gennaio alle 22. Un appuntamento con la musica d’autore che non nega la sua fragilità e sprigiona il bisogno di essere riconosciuta come forma di comunicazione più alta. La voce calda e profonda del cantautore Massimiliano Cremona - con in braccio la sua fedele chitarra - sarà accompagnata dagli eccelsi musicisti Marco Kiri Chierichetti al flauto traverso, armoniche ed effetti, Enrico Sempavor Gerosa ai cori, Alberto Fabbris alla chitarra acustica e banjo ed infine Sergio Polidoro al cajon. “L’inverno è passato”, registrato con la collaborazione di Giuliano Dottori, è la prosecuzione di un percorso avviato con l’album autoprodotto d’esordio “Canzoni dalla nebbia” e ritrae ancor di più la personalità dell’artista che gioca a immaginare la creazione musicale come una forma di auto-terapia. Con forza riaffiora il background di Massimiliano Cremona che spazia dal rock degli anni ’70 dei Led Zeppelin e Black Sabbath per arrivare al grunge dei Pearl Jam ed Alice In Chains e il primo grande amore in lingua italiana: gli Afterhours. Il cantautore prima dell’esordio solista ha, infatti, suonato come chitarrista in diverse formazioni del lago Maggiore: Semadama (rock alternativo), Il Vile (stoner rock), Los Borrachos (rock’n’roll). Il suo percorso musicale e le sue ricerche non si arrestano, forte diventa anche l’esigenza di ampliare gli orizzonti e approfondire le diverse sonorità che ha offerto ed offre il panorama musicale nazionale… Riflettere sulle proprie emozioni, sintetizzarle in versi, restituirle al grande pubblico con ritmi e suoni è una magia che Massimiliano Cremona sa compiere nella misura in cui tra lui, i musicisti che lo accompagnano e gli spettatori si crea ogni volta un flusso tangibile di sensazioni e indelebili emozioni.

Floriana Lenti

giovedì 26 gennaio 2017

Gli "Animali Acustici" in Via Piacevole






L'intimità della sala del locale Via Piacevole nell'omonima via in centro a Perugia a pochi passi dall'Università per Stranieri ospiterà venerdì 26 gennaio il gruppo "Animali Acustici" che dalle ore 21.30 coloreranno l'aria con i ritmi accesi del folk rock americano e le melodie più soft del cantautorato inglese e italiano. Un'esperienza di fronte alla quale si potranno riscoprire, rigorosamente in chiave acustica, canzoni che hanno segnato la storia internazionale della musica appartenenti a pilastri indimenticabili quali Eagles, Creedence Clearwater Revival e Jefferson Airplane, Rem, U2 e a icone del calibro di John Lennon, Patti Smith e il mitico duo Simon and Garfunkel. A coronare la scaletta non mancheranno pezzi degli italianissimi Fred Buscaglione, Adriano Celentano, Ivano Fossati, Alberto Camerini e Max Gazzé.
Sul palco venerdì sera alla chitarra acustica e voce Massimiliano Cremona, a cantare Enrico Gerosa, tra armonica e flauto traverso Marco Chierichetti.
La serata sarà l’occasione per ridare vita, attraverso la musica, ad un luogo universitario, giovanile e contemporaneo che sa volgere lo sguardo ad un passato che ha segnato le emozioni di intere generazioni.

Floriana Lenti

mercoledì 6 aprile 2016

Venerdì 8 aprile a Perugia... il ritorno di Peppe Voltarelli


Il Sud è 'nu paése bellu assai, 
il sole è caldo e nun si fredda mai, 
il mare è azzurro verde sperlucente
qui non si vide mai roba inquinante.
 Siamo genti felici e stracontente 
non abbiamo bisogno mai di niente. Qua se campa d'aria”. Con le parole di Otello Profazio Peppe Voltarelli stregherà nuovamente il suo pubblico venerdì 8 aprile al Bad King alle 21.30. Il suo spettacolo, che sta facendo il giro del mondo, approderà nel capoluogo umbro per raccontarci nuovamente un Sud Italia fatto di meraviglie e vergogne, bellezze e debolezze. Il talentuoso e vigoroso Peppe Voltarelli ritornerà a Perugia con la sua voce profonda e cangiante dove si scorgono sfumature alla De Andrè, con il suo look a metà tra il vintage e il dandy, con la chitarra a tracolla e l’ironia piccante che strappa sorrisi anche nei racconti dal sapore più amaro. Insomma, il bluesman della Sibaritide, diventerà un cantastorie moderno, pronto a smascherare una pagina della storia musicale italiana da conoscere, da capire e forse anche da accettare. “Voltarelli canta Profazio” è il suo quarto lavoro da solista pubblicato da Squilibri Editore; ma le novità non finiscono. Il musicista, conosciuto in campo teatrale e cinematografico, dopo il successo del romanzo cantato e suonato “Il Caciocavallo di bronzo” ha scritto un secondo libro: “Il Parto delle Nuvole Pesanti. Quattro racconti al dottor Cacciatutto”. L’amore per la sua Calabria e l’irrefrenabile desiderio di distribuire storie agli spettatori sono le chiavi vincenti di Peppe Voltarelli che il direttore artistico Antonio Ballarano ha rimesso sagacemente in cartellone in un mese colmo di proposte interessanti come Simone Cristicchi il 13 aprile, Dennis Chambers il 15, Med Free Orkestra il 22, Eugenio Bennato il 27, Goffredo Degli Esposti il 29. Mercoledì 6 Voltarelli sarà a Londra per “Songs of Italian Emigration” in concerto all’Aldgat Tower, e noi non possiamo fare altro che aspettarlo con in testa e sulle labbra i versi ascoltati ormai un anno fa al ritmo dello Sciakatan: Sotto il cappello c'è una musica, un canto di cent'anni fa. Il cuore è un buco e cerca la rivincita… un pedaggio per la libertà”.


Floriana Lenti

giovedì 18 febbraio 2016

Fabio Concato. Tutto qua!



Con i capelli imbiancati e gli occhiali scuri, ma “non per fare il figo”, ha esordito così: “Guido piano… e ho qualcosa dentro al cuore, che mistero, non so neanche dove andare e m’allontano…” e la sua voce ci ha portato lungo i suoi percorsi di memoria, attraversando i momenti più romantici e spesso malinconici, arrivando a contemplare la “Domenica bestiale” che tutti amiamo. E tra una canzone e l’altra, arrangiate in chiave jazz, Fabio Concato, accompagnato da musicisti d’eccellenza quali Paolo Di Sabatino, Marco Siniscalco e Glauco Di Sabatino, ci ha condotti “dove c’è sempre il sole, sopra uno scoglio che ci si può tuffare”. Ha notato, nella sala live del Bad King dove ha suonato mercoledì 17 febbraio, il quadro di Pino Daniele, ed ha chiesto: “Ma lui è Pino?”, ed è sembrato che ci fosse anche Pino Daniele stesso a contemplarlo dall’alto. Il momento più emozionante è arrivato, poi, quando Fabio Concato ha cantato “Gigi”, una vera poesia dedicata al padre: “Ammetto che più passa il tempo e più mi emoziono cantando questo brano, lui mi ha dato tutto…” e anche il pubblico, in un rispettoso ascolto, ha percepito il battito del suo cuore mentre dalle sue labbra l’elogio: “Suoni così bene che mi vien da ridere, era il tempo in cui cominciavo ad amar la musica e amavo te”.
E il coro spontaneo della sala gremita del Bad King ha colorato di sorrisi le note di “Rosalina”. Divertente e autoironico Fabio Concato ha raccontato di un concerto in cui è uscito per la pausa, forse durata qualche minuto in più e gli spettatori sono andati via a mangiare una pizza, l’ha definito un momento di “dolore frustrante e lacerante”, dunque non s’è allontanato dal palco per continuare a raccontare il suo percorso che è approdato sulle parole di “Non smetto di aspettarti”, nuovo singolo estratto dall'album “Tutto qua”, una spietata dichiarazione d’amore, di un amore irraggiungibile e paziente: “Mi manchi, non te lo dico mai e i viaggi sono tanti, ma so che tornerai”.
E chi c’era ha portato con sé tutta la bellezza di un concerto indimenticabile fortemente voluto dal direttore artistico Antonio Ballarano e dai proprietari Cataldo Uva e Letizia Bianchi. E alla fine, come a rimarcare la magia che s’è creata, Fabio Concato ha detto: "Questo locale è come il Blue Note di Milano" e chi c'è stato in quel jazz club può capire lo spessore del paragone. E la consolazione più forte per coloro i quali purtroppo, per limite di spazio, non ce l’hanno fatta a godere del live è che arriveranno altri artisti di fama nazionale e internazionale durante questa stagione. Solo per fare qualche nome: Dennis Chambers, Eugenio Bennato, Larry Mitchell, Tricarico, Simone Cristicchi, Cesareo, Peppe Voltarelli, Lele Menotti… Personalmente sono già lì, con gli occhi rivolti al palco e le orecchie aperte e la sete di musica d’autore in grado di emozionare.

Floriana Lenti



(sottotitolo: Il modo migliore per festeggiare il compleanno di una quarantenne "cinina", ma immensa).

martedì 9 febbraio 2016

Giovedì 11 la chitarra battente di Francesco Loccisano al Balù di Perugia




Lo abbiamo visto suonare accanto a Eugenio Bennato, Vinicio Capossela, Pietra Montecorvino, Saba e Bob Brozman. Ha collaborato con il grande regista spagnolo Carlos Saura per la colonna sonora del suo ultimo film, La jota. Giovedì 11 febbraio arriverà al Balù di Perugia in via dei Cartolari alle 22.00 in duo con Andrea Piccioni alle percussioni. Francesco Loccisano, chitarrista classico, arrangiatore, interprete, compositore e polistrumentista, abbraccerà la sua fedelissima chitarra battente rivelando un nuovo modo di fare musica, sprigionando un’identità del tutto contemporanea di uno strumento di rara bellezza e dalle splendide sonorità. La chitarra battente - lo vedremo insieme all’artista ormai noto a livello internazionale - non ha solo un ruolo classico, tra le dita di Loccisano disegnerà ritmi e melodie capaci di arrivare dritti al cuore degli spettatori. Chi ha già avuto modo di ascoltarlo ha affermato senza esitazione: “E’ impossibile rimanere indifferenti durante un live di Francesco Loccisano, prima iniziano a muoversi i piedi, poi la testa, poi le mani e senza rendersene conto anche il respiro si adatta. Coinvolge tutti i sensi…”. Lo stile compositivo, interpretativo ed esecutivo personalissimo di Loccisano non deluderanno e basterà trovare posto nella location del locale perugino e lasciar andare i pensieri per trovare un nuovo spazio in cui collocarsi e godersi un rigenerante live. Loccisano proseguirà poi la sua tournée sempre in duo con Andrea Piccioni a Roma, dove sul palco dell’Auditorium Parco della Musica il 13 febbraio. Per i veri amanti dello strumento a cinque ordini di corte il 17 febbraio terrà un Seminario di Chitarra Battente al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria.

Floriana Lenti

domenica 15 novembre 2015

RICERCA E PASSIONE PER LA TRADIZIONE NELLE NOTE DI ELISA TONELLI

E’ “Fertile” il nuovo album dell’artista Elisa Tonelli. Sarà presentato domenica 15 novembre alle 17.00 al Teatro Subasio di Spello. Anni di studio, di approfondimento e ricerca, uniti alla passione per la musica tradizionale, hanno dato vita ad progetto che affonda le radici in un terreno pronto a far nascere novità che portano il profumo di incenso, di sacro, di prezioso. Musica antica e jazz si fondono nel lavoro di Elisa Tonelli che racconta: “Non potevo chiamare l’album ‘Madre’, oppure ‘Terra’. Fertile unisce tutto, racchiude il concetto di creazione sia femminile che maschile. Il seme è una visita che va ad impiantarsi in un terreno, non si può controllare poi la crescita, devi solo aspettare” – e prosegue: “Per portare al pubblico il mio album ho in mente un vero e proprio spettacolo, dal sottotitolo ‘Il desiderio che spinge la vita’ perché esplica ulteriormente lo scopo”.
Quale percorso c’è dietro questo album? E cosa significa per te aspettare?
I brani scelti non sono arrivati tutti insieme. Li ho raccolti con il tempo, li ho cercati. E aspettare… non è un concetto che mi appartiene, bisogna lasciarsi andare. Personalmente vorrei controllare tutto.
E se il seme non dovesse nascere?
Qualcosa succede comunque. Anche la morte porta dell’altro. Nell’album c’è lo Stabat Mater che ne parla.
Nel tuo curriculum si evince che hai studiato molto…
I diplomi non fanno la bravura di un artista. Mi piace approfondire vari generi e conoscere grandi maestri. Tra i tanti cito Bruno Tommaso, conosciuto al conservatorio di Pesaro, per me fonte inesauribile d’ispirazione.
Cosa ne pensi del panorama discografico attuale?
Si dice che i dischi non si vendano più. Secondo me rimangono biglietti da visita. ‘Fertile’ è un album autoprodotto, non ha etichetta. Non c’è molto spazio se non si ha un volto noto. E’ difficile dare nell’occhio. L’ideale è fare concerti live e vendere lì il disco. Credo sia impensabile adesso stare a casa e attendere che la gente compri l’album, bisogna accompagnarlo.
Qual è il luogo ideale in cui proporre ‘Fertile’?
Penso a piccoli teatri. Sarebbe bello anche nelle Chiese. Ci sono brani sacri, servono posti raccolti.
Sembra che questa stagione sia ideale per ascoltare il tuo nuovo progetto.
Sì. Il Natale si avvicina e l’ultimo brano si chiama ‘Il somaro di Natale’. E’ in dialetto umbro, mi sta molto a cuore. Sono nata a Foligno e vivo ad Assisi e ho tutto di questa Regione: usanze, tradizioni, mangiare carne con vino rosso e voglio rimanere attaccata alle mie origini. C’è tanto in questa terra.
Come ti senti prima di esibirti?
Mi immergo in un’altra dimensione, divento un narratore, un cantastorie. Mi piace cantare cose raccontandole e ci tengo molto a capire il testo per fare arrivare a tutti il messaggio che contiene. Noi cantanti non siamo solo strumentisti, abbiamo le parole e dobbiamo saperle usare bene.
Cosa sai dirmi della musica popolare in Italia?
Adesso va di moda, c’è un fermento di pizziche, tarantelle, tammurriate… La musica popolare cambia da paese a paese, le storie possono essere le stesse, ma ognuno le ha rifatte a proprio modo. Anch’io faccio miscugli, prendo un brano antico, lo riadatto col jazz, ma cito sempre la fonte.
Ci racconti un aneddoto sulla ricerca di brani tradizionali?
C’era una canzone che mi cantava sempre mia nonna. Volevo ascoltarla. Un giorno sono riuscita a trovarla a Roma presso la Discoteca di Stato. Mi hanno consegnato una bobina e per arrivare a quei due minuti di canzone ho dovuto ascoltare sei ore di musica.
Ora stai provando con tutti i musicisti che ti accompagneranno domenica. Come ti senti?
Sono di fronte ad un punto di partenza.






Floriana Lenti

martedì 21 aprile 2015

La Med Free Orkestra al Bad King mercoledì 22 aprile ore 21.30


Cinque Paesi, tre continenti e cinque lingue diverse, la Med Free Orkestra è un ensemble caleidoscopico e multietnico composto da musicisti provenienti da varie aree del sud del mondo, per rappresentare una delle esperienze più interessanti e originali nell’ambito della world music. "In un periodo così difficile per i locali perugini a cui va tutta la nostra solidarietà -dichiara Antonio Ballarano, direttore artistico del Bad King- è necessario garantire la presenza di spettacoli di spessore culturale. E' sempre più importante saper comunicare anche e soprattutto attraverso la musica. Domani sera assisteremo ad uno spettacolo che ci racconterà quello che sta accadendo nel mondo".


FRANCESCO FIORE – TROMBA E DIREZIONE ORCHESTRA
LAVINIA MANCUSI – VOCE – VIOLINO – TAMBURELLO
SARA JANE CECCARELLI – VOCE
PAOLO CECCARELLI – CHITARRA
RICCARDO DI FIANDRA – BASSO
ALESSANDRO SEVERA – FISARMONICA
ALESSIO GUZZON – TROMBA
VINCENZO VICARO – SAX E CLARINETTO
IHOR SVUSTUN – TROMBONE
MADYA DIEBATE – KORA E VOCE
ANDREA MERLI - BATTERIA

INGRESSO GRATUITO. CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE 075.30011



Ascolta: BackGround e Bulkanian