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giovedì 21 luglio 2016

Music For Sunset - ALFIO ANTICO: “PORTO LA SICILIA AL LAGO TRASIMENO”

 
L’odore della terra arsa, la salsedine che si mescola al sudore, il cielo limpido che abbraccia l’erba ingiallita, una distesa d’acqua che circonda tutto, lo scorrere del tempo scandito da tocchi di mani su tamburo. Nasce da questi elementi la musica del cantautore e percussionista siciliano Alfio Antico che domenica 24 luglio sarà uno dei protagonisti di punta della settima edizione di Music for Sunset, festival di suggestioni sonore al tramonto, promosso dall’Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore nella splendida cornice dell’Isola Maggiore.
di Floriana Lenti 
Alle 19.30, alla Lingua del Cigno, si darà vita ad “Antico”, concerto di musica folk sperimentale in cui si esibirà anche il cantautore Colapesce, coproduttore del progetto. E da un’isola all’altra, con il valido sostegno del sole che lascerà il posto alla luna, tutte le emozioni che sa restituire la musica popolare del sud si trasferiranno in Umbria. Abbiamo intervistato Alfio Antico che tra un sorriso e l’altro ci ha trasmesso la sua passione lasciando la curiosità dell’ascolto…
Cosa significa portare la Sicilia al lago Trasimeno?
Significa raccontare la mia storia in un luogo differente ma simile perché saremo comunque su un’isola. Portare la mia Sicilia è appunto un racconto, in questo caso qualcosa di molto arcaico, di puro, di umano.
Nella sua arte si intrecciano musica, poesia e azione scenica. Quale performance ha in mente per il pubblico di domenica?  
Tutte e tre, come sempre. Non esagero però nella descrizione, è una sorpresa (ride)
Il suo primo tamburo?
Da ragazzo, mentre ero a fare la transumanza, una pecora alla quale ero legato morì tra le mie braccia. Scrissi anche una canzone a proposito di questa storia, Barulè.
Scoperto da Eugenio Bennato una sera a Firenze, ha collaborato con artisti di fama internazionale, ci racconta un breve aneddoto di uno dei tanti concerti che hanno segnato la sua carriera?
Ho sempre piacere a raccontare della splendida presentazione che mi fece Lucio Dalla come intro della sua Caruso. Fu una serata straordinaria, lui mi presentò con un nobilissimo rispetto, quasi in maniera timida, fu molto dolce. C’è ancora un video in internet, ogni tanto lo riguardo volentieri.
Quest’anno è uscito l’ultimo album prodotto da Lorenzo Urciullo -in arte Colapesce- e Mario Conte. Com’è suonare con loro?
Lorenzo lo conosco da anni, io e suo padre siamo amici da una vita, quindi per me era come lavorare in famiglia. Lui ha voluto coinvolgere un suo caro amico, Mario Conte, e da lì, tra una cena e l’altra, abbiamo suonato. È stato qualcosa di profondamente umano.
Cosa pensa della “riscoperta” della pizzica e della tammorra in Italia?
Guardi l’importante è non farne un’imitazione. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 con Musicanova e Peppe Barra è stata rimodellata e resa contemporanea, ora bisogna capire cosa si vuole fare. La curiosità è un bene, ma bisogna conoscerla, sapere da dove viene e dove può andare, se è solo un copia e incolla non va bene.
Il verso della canzone che le sta più a cuore?
In questo ultimo disco dico un verso di Pirchì, l’ho improvvisata senza scriverla a microfono aperto e se ci fate caso la mia voce è emozionata. Credo che in questi versi ci sia tutta la mia adolescenza tra le montagne con le pecore, è tutta lì.
Terra ca ti taliu
si sempri comu na minna
ca mi duna latti
puru quannu non tegnu siti.
Nun ci luvati l’aria a l’aceddi
sinnò nun ponnu vulari”

Fonte: ViewPoint

mercoledì 22 giugno 2016

Tramonti, suggestioni, cultura... Arriva Music for Sunset!


Immaginate il sole che va a dormire lasciando il suo riflesso sul lago, musica d'autore come sottofondo, il profumo dell'estate, performance teatrali, danza contemporanea e la compagnia di gente interessante... Immaginate di ripetere l'esperienza due giorni di seguito. Vi sembra troppo? Non è nulla rispetto a quello che accadrà all'Isola Maggiore il 23 e il 24 luglio! La settima edizione di Music for Sunset, infatti, è colma di sorprese e “In questa edizione – sottolineano gli organizzatori – abbiamo cercato di creare una rete tra le varie realtà del territorio che, come noi, si occupano di cultura. Una collaborazione che permetterà a tutti noi di confrontarci umanamente e di unire le differenti esperienze 'sul campo'. L’augurio è che questa prima esperienza insieme a Music for Sunset sia il punto di partenza per una nuova sinergia mossa dalla passione di ognuno di noi per l’arte e legata dal fermo intento di valorizzare al meglio il territorio umbro e i suoi talenti”. 


Ecco il programma: 

Sabato 23 luglio
–Presentazione del libro Pescatori del Trasimeno (Morlacchi Editore) di Alvaro Masseini con la partecipazione di Valter Sembolini (Amministratore Delegato Cooperativa Pescatori del Trasimeno). In veste di coordinatore Marcello Migliosi. Appuntamento letterario in collaborazione con Isola del Libro. A seguire degustazione di vini umbri.
-Debutto in anteprima nazionale de La Tempesta di William Shakespeare, regia di Samuele Chiovoloni, nuova produzione Teatro di Sacco, Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore, Isola del Libro che vedrà in scena un “naufragio itinerante” per Music for Sunset
-Progetto Turandot concerto di musica tradizionale cinese e musica classica in collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia
-Esibizione musicale di Demo Artegiani, vincitore del Premio Lucio Dalla 2016 
-Appuntamento tra scienza e musica a cura di Psiquadro (anteprima Isola di Einstein)
Domenica 24 luglio
-Passeggiata musicale alla Chiesa di San Michele Arcangelo a cura di Peppe Brizi e Matteo Magna
-Angolo letterario sportivo a cura dello staff del sito www.tuttocalcioestero.it
-Appuntamento tra scienza e musica a cura di Psiquadro (anteprima Isola di Einstein)
-Performance di danza contemporanea a cura della INC InNprogressCollective Atelier. Coreografie di Afshin Varjavandi
-Antico concerto di musica folk sperimentale del cantautore e percussionista siciliano Alfio Antico
-While the world sleeps sonorizzazioni in riva al lago a cura di Chiskee
-Presentazione del progetto FOROBA YELEN trasformare l’ombra dell’albero in luce a cura di Matteo Ferroni
-Fertile. Il desiderio che spinge la vita progetto dell’artista umbra Elisa Tonelli tra musica e teatro

L'evento è promosso dall'Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore

lunedì 16 maggio 2016

"Voltarelli canta Prefazio" alla Libreria Grande


Quando due forti personalità s’incontrano si crea una tempesta emotiva che può generare una guerra oppure una sinergia così coinvolgente da diventare esempio di perfezione, motivo di memoria, antidoto che sconfigge luoghi e tempi. Peppe Voltarelli ha incontrato Otello Ermanno Profazio mentre contemplava la terra natale e “i tratti irregolari di una montagna, un fiume enorme con poca acqua, una strada senza luci, dei cani randagi stesi al sole, un silenzio…” e il cantastorie calabrese folk nato a Rende il 26 dicembre del 1953 è arrivato come “una parola che si attacca ai muri delle case, come fosse cemento, una lettera scavata, scolpita, una buca, un cielo, il riassunto!”. Peppe Voltarelli è così che racconta come nascono libro e cd “Voltarelli canta Profazio” (Squilibri Editore) che martedì 17 maggio alle 17.30 presenterà  a Perugia alla Libreria Grande di Ponte San Giovanni.
Conoscere Peppe Voltarelli è come scoprire un Sud che si ama e si odia, che si deve capire e consolare, ma anche rifiutare per poi ritornare con quella speranza che ha il sapore di una coccola materna. Parlare con lui significa diventare una spugna che pian piano si gonfia di aneddoti e ritmi, di bevute al bar, di ammirazione di generazioni di grandi che hanno solo da insegnare. Ascoltare la sua musica è infine il risultato della completezza di un artista che ha viaggiato per il mondo, che è diventato cantautore e si è formato con lo studio, ha osservato come si muove una mano su una chitarra per diventare melodia da aggrappare a parole che raccontano fatti, vita, emozioni.
Voltarelli ha dato le sue corde vocali alle parole di chi la storia l’ha fatta, analizzata e riscritta. Il fil rouge è il paese di origine, osannato e biasimato, il sud calabrese ritorna, diventa patrimonio collettivo e si trasforma in una barca che va per mare e “quello mette d’accordo tutti”.



Floriana Lenti


martedì 26 aprile 2016

Eugenio Bennato e la musica del Sud


“Nella mia vita – dice Eugenio Bennato durante la presentazione del suo nuovo progetto Canzoni di contrabbando ho scelto di raccontare la musica del sud. Un ritmo che, a suo modo è anche lento. Una cosa che mi differenzia da mio fratello Edoardo, che ha abbracciato nel corso della sua carriera la velocità il rock”. Ed è proprio questo suo sguardo attento rispetto al meridione che ricolma di fascino le sue canzoni, le rende vibranti di emozioni e piene di attualità. Parla di migrazioni, di navi che partono da altri sud del mondo. E non manca, nella sua musica, il forte richiamo al brigantaggio storico. Eugenio Bennato, prima di calcare le scene del palco romano del Primo Maggio, farà sorridere e riflettere con il suo ritmo lento e insieme pizzicato mercoledì 27 aprile al Bad King di Perugia e ad accompagnarlo ci saranno Ezio Lambiase alle chitarre e Giustina Gambardella alle percussioni e alla batteria.
Il suo attuale lavoro, che arriva a distanza di cinque anni dall’ultimo album pubblicato, è come un firmamento che si srotola sotto gli occhi di chi sa ascoltare la musica più ricercata, e in quel cielo si sprigionano luci forti, stelle come il nuovo brano inedito “Mon père et ma mère” inciso con la sua terza figlia, Eugenia di 11 anni, che vive tra Tangeri e Napoli e rappa in francese; e pianeti già noti, ma rivisitati in chiave totalmente nuova tra cui “Che Mediterraneo sia”, “Brigante se more”, “Lucia e la luna”, “La città di mare”.
“Il concerto del cantautore partenopeo a Perugia – ha spiegato il direttore artistico Antonio Ballarano - sarà il fiore all’occhiello di una stagione che volge al termine in cui il senso della musica popolare italiana proposta ha saputo lasciare il segno aprendo nuovi orizzonti”. 


Floriana Lenti

martedì 12 aprile 2016

Canzoni, racconti e memorie. Domani Simone Cristicchi

Reduce dal primo raduno nazionale “Slacciati si nasce” che si è appena svolto ad Alcatraz per festeggiare i dieci anni di attività del cantattore, Simone Cristicchi, mercoledì 13 aprile alle 21.30, approderà al Bad King di Perugia con un live acustico fatto di canzoni, racconti e memorie. Uno spettacolo “in miniatura” ma a 360 gradi. Le passeggiate nella natura, gli studi, la passione per la storia e anche l’esperienza attiva nel sociale hanno dato vita ad un’arte, quella di Cristicchi, che sa scavare in profondità. Ed è questo quello che rimane dopo aver ascoltato un suo concerto: il desiderio di uscire fuori dalla mediocrità e di capire le dinamiche che spingono gli uomini a compiere azioni crude e spesso violente verso i propri simili. Simone Cristicchi aderisce al progetto “Non dimentighemo”, primo studio sperimentale sul vissuto delle persone che hanno conosciuto il dramma dell’esodo con le loro famiglie. Già con “Magazzino 18”, spettacolo di enorme successo nazionale, l’artista ha parlato degli istriani, fiumani, dalmati e giuliani. E per arrivare ai fatti c’è pure una descrizione degli oggetti che si nascondono nella polvere eppure basta prenderli in mano, oppure osservarli nel loro adagiarsi, per ascoltare quello che hanno attraversato. Dai brani d’esordio presenti nell’album “Fabbricante di canzoni” in cui spicca “Ti regalerò una rosa” lettera lacerante e commovente, piccola storia del gigantesco mondo della follia, agli ultimi inseriti in “Album di famiglia” c’è un abisso decennale ricco di impegno. E questo abisso porterà alla luce le perle più preziose durante la serata in cui l’artista, scrittore, attore e cantautore si esibirà con Riccardo Ciaramelli al pianoforte e alla fisarmonica e Riccardo Corso alle chitarre. Antonio Ballarano, direttore artistico del Bad King, sottolinea: “Cristicchi ci farà comprendere nel suo live irriverente ed originale quanto la musica possa essere strumento importante per comunicare la storia, le nostre radici e le emozioni più pure”.

Floriana Lenti

martedì 9 febbraio 2016

Giovedì 11 la chitarra battente di Francesco Loccisano al Balù di Perugia




Lo abbiamo visto suonare accanto a Eugenio Bennato, Vinicio Capossela, Pietra Montecorvino, Saba e Bob Brozman. Ha collaborato con il grande regista spagnolo Carlos Saura per la colonna sonora del suo ultimo film, La jota. Giovedì 11 febbraio arriverà al Balù di Perugia in via dei Cartolari alle 22.00 in duo con Andrea Piccioni alle percussioni. Francesco Loccisano, chitarrista classico, arrangiatore, interprete, compositore e polistrumentista, abbraccerà la sua fedelissima chitarra battente rivelando un nuovo modo di fare musica, sprigionando un’identità del tutto contemporanea di uno strumento di rara bellezza e dalle splendide sonorità. La chitarra battente - lo vedremo insieme all’artista ormai noto a livello internazionale - non ha solo un ruolo classico, tra le dita di Loccisano disegnerà ritmi e melodie capaci di arrivare dritti al cuore degli spettatori. Chi ha già avuto modo di ascoltarlo ha affermato senza esitazione: “E’ impossibile rimanere indifferenti durante un live di Francesco Loccisano, prima iniziano a muoversi i piedi, poi la testa, poi le mani e senza rendersene conto anche il respiro si adatta. Coinvolge tutti i sensi…”. Lo stile compositivo, interpretativo ed esecutivo personalissimo di Loccisano non deluderanno e basterà trovare posto nella location del locale perugino e lasciar andare i pensieri per trovare un nuovo spazio in cui collocarsi e godersi un rigenerante live. Loccisano proseguirà poi la sua tournée sempre in duo con Andrea Piccioni a Roma, dove sul palco dell’Auditorium Parco della Musica il 13 febbraio. Per i veri amanti dello strumento a cinque ordini di corte il 17 febbraio terrà un Seminario di Chitarra Battente al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria.

Floriana Lenti

domenica 15 novembre 2015

RICERCA E PASSIONE PER LA TRADIZIONE NELLE NOTE DI ELISA TONELLI

E’ “Fertile” il nuovo album dell’artista Elisa Tonelli. Sarà presentato domenica 15 novembre alle 17.00 al Teatro Subasio di Spello. Anni di studio, di approfondimento e ricerca, uniti alla passione per la musica tradizionale, hanno dato vita ad progetto che affonda le radici in un terreno pronto a far nascere novità che portano il profumo di incenso, di sacro, di prezioso. Musica antica e jazz si fondono nel lavoro di Elisa Tonelli che racconta: “Non potevo chiamare l’album ‘Madre’, oppure ‘Terra’. Fertile unisce tutto, racchiude il concetto di creazione sia femminile che maschile. Il seme è una visita che va ad impiantarsi in un terreno, non si può controllare poi la crescita, devi solo aspettare” – e prosegue: “Per portare al pubblico il mio album ho in mente un vero e proprio spettacolo, dal sottotitolo ‘Il desiderio che spinge la vita’ perché esplica ulteriormente lo scopo”.
Quale percorso c’è dietro questo album? E cosa significa per te aspettare?
I brani scelti non sono arrivati tutti insieme. Li ho raccolti con il tempo, li ho cercati. E aspettare… non è un concetto che mi appartiene, bisogna lasciarsi andare. Personalmente vorrei controllare tutto.
E se il seme non dovesse nascere?
Qualcosa succede comunque. Anche la morte porta dell’altro. Nell’album c’è lo Stabat Mater che ne parla.
Nel tuo curriculum si evince che hai studiato molto…
I diplomi non fanno la bravura di un artista. Mi piace approfondire vari generi e conoscere grandi maestri. Tra i tanti cito Bruno Tommaso, conosciuto al conservatorio di Pesaro, per me fonte inesauribile d’ispirazione.
Cosa ne pensi del panorama discografico attuale?
Si dice che i dischi non si vendano più. Secondo me rimangono biglietti da visita. ‘Fertile’ è un album autoprodotto, non ha etichetta. Non c’è molto spazio se non si ha un volto noto. E’ difficile dare nell’occhio. L’ideale è fare concerti live e vendere lì il disco. Credo sia impensabile adesso stare a casa e attendere che la gente compri l’album, bisogna accompagnarlo.
Qual è il luogo ideale in cui proporre ‘Fertile’?
Penso a piccoli teatri. Sarebbe bello anche nelle Chiese. Ci sono brani sacri, servono posti raccolti.
Sembra che questa stagione sia ideale per ascoltare il tuo nuovo progetto.
Sì. Il Natale si avvicina e l’ultimo brano si chiama ‘Il somaro di Natale’. E’ in dialetto umbro, mi sta molto a cuore. Sono nata a Foligno e vivo ad Assisi e ho tutto di questa Regione: usanze, tradizioni, mangiare carne con vino rosso e voglio rimanere attaccata alle mie origini. C’è tanto in questa terra.
Come ti senti prima di esibirti?
Mi immergo in un’altra dimensione, divento un narratore, un cantastorie. Mi piace cantare cose raccontandole e ci tengo molto a capire il testo per fare arrivare a tutti il messaggio che contiene. Noi cantanti non siamo solo strumentisti, abbiamo le parole e dobbiamo saperle usare bene.
Cosa sai dirmi della musica popolare in Italia?
Adesso va di moda, c’è un fermento di pizziche, tarantelle, tammurriate… La musica popolare cambia da paese a paese, le storie possono essere le stesse, ma ognuno le ha rifatte a proprio modo. Anch’io faccio miscugli, prendo un brano antico, lo riadatto col jazz, ma cito sempre la fonte.
Ci racconti un aneddoto sulla ricerca di brani tradizionali?
C’era una canzone che mi cantava sempre mia nonna. Volevo ascoltarla. Un giorno sono riuscita a trovarla a Roma presso la Discoteca di Stato. Mi hanno consegnato una bobina e per arrivare a quei due minuti di canzone ho dovuto ascoltare sei ore di musica.
Ora stai provando con tutti i musicisti che ti accompagneranno domenica. Come ti senti?
Sono di fronte ad un punto di partenza.






Floriana Lenti

martedì 20 ottobre 2015

LA MUSICA DEL MONDO, IL MONDO DELLA MUSICA DI LAVINIA MANCUSI

Corpo statuario, affusolato, sinuoso. Voce profonda capace di scavare e rimanere impressa nella memoria a lungo. Così come fa il vento, le note e le melodie prodotte dall’artista romana sfiorano la pelle, e poi scaldano o danno i brividi. Si può definire, senza ombra di dubbio, un’artista a tuttotondo Lavinia Mancusi. Oltre alla presenza scenica e alla sua voce, la regina dalle gonne lunghe e i corpetti avvolgenti, abbraccia il violino come se fosse il suo amico più fidato, pizzica le corde della chitarra come se ne conoscesse i segreti più celati, percuote il tamburo come solo alcuni esperti musicanti di pizzica sanno fare. Da poco reduce del tour estivo con l’ormai noto cantaurtore Mannarino, verrà a Perugia al Bad King mercoledì 21 ottobre alle 21.30. Un ritorno, perché Lavinia è già salita su quel palco inebriando gli spettatori con la sua teatralità musicale. Ed anche questa volta l’artista riuscirà ad incantare presentando la storia di un viaggio fatto di semina – da cui il nome del suo album “Semilla” – in cui si vuole comunicare che non sono solo gli uomini a spostarsi da una terra all’altra, ma anche la musica si muove, si ferma e poi riparte producendo germogli e frutti in questo continuo movimento. Lavinia Mancusi è espressione di un amore viscerale che la lega al Sud Italia, al mare, alla musica popolare e confessa: “questo ritrovarmi altrove è il senso del mio cammino”. Ed in tanti, come me, si ritrovano dietro alcune canzoni, accompagnati dalla voce dell’artista, a fare passi veloci e lenti in base al ritmo, a saltellare e poi riposare come in “Alba” e  “O Sole ‘E Pulecenella”. E’ impossibile non farsi trasportare dal riso amaro di “Cu ti lu dissi” e “Ballata per Maddalena”. Fanno sognare “Angelare’” e “D’à mae riva”. Ma nell’album c’è molto altro, basta solo aprire bene le orecchie per sentire il richiamo dell’anima dell’uomo e della musica che salva. Lavinia Mancusi proporrà dunque un percorso che dalla tradizione del Meridione d’Italia, attraverso la contaminazione tra sonorità del Mediterraneo, spaziando dal Nord Africa alla Spagna, arriverà a toccare il Sud America. Si esibirà in trio con Riccardo Medile alla chitarra e Gabriele Gagliarini alle percussioni. Collabora con l’Orchestra Giovanile Popolare di Ambrogio Sparagna, con la Takadum e con la Medfree Orkestra. Porta con sé anche il desiderio di conoscere ancora e sperimentare le più diverse sfumature del suoni che più variano più la tengono ancorata alle sue radici, nelle quali ognuno di noi potrà ritrovarsi.





Fonte: http://viewpointitaly.it

venerdì 8 maggio 2015

Musica popolare al Bad King con Antonio Ballarano Band e la Compagnia Aria Corte. Da oggi inizia l'estate!!!




Al Bad King di Perugia venerdì 8 maggio Antonio Ballarano Band e sabato 9 maggio Compagnia Aria Corte


L’estate è alle porte e la voglia di ballare, uscire e cercare il puro divertimento aumenta. Per questa ragione al Bad King di Perugia il mese di maggio si riempie di appuntamenti imperdibili, che mettono grinta e che fanno battere il cuore come solo sa fare la musica popolare italiana. Cataldo Uva e Letizia Bianchi, gestori del Bad King, sottolineano: “Il nostro desiderio è chiudere la stagione di musica live con concerti d’eccellenza, lasciando nell’aria la bellezza trasmessa dalle note delle band che abbiamo avuto il piacere di ospitare a Perugia. Vogliamo che tutti si divertano e pensiamo che le prossime date in calendario possano essere l’occasione giusta per salutare l’inverno e predisporci ad un nuovo inizio”.
Venerdì 8 maggio alle 22.00 con Antonio Ballarano e la sua band si potrà fare una scorta energizzante di swing made in Italy riscoprendo le sonorità più emozionanti del cantautorato popolare. I musicisti che si cimenteranno in brani di Dean Martin, Buscaglione, Carosone, Arigliano, Capossela, Pino Daniele, Dalla, De André, Gaber e molti altri… sono Antonio Ballarano alla voce, Tiziano Fioriti al sax, Antonio Ruvo alla chitarra, Fabio Giusto al basso, Francesco Montesi alle percussioni e Gianni Maestrucci alla batteria.
Sabato 9 maggio alle 19.00 il Bad King propone uno stage per tutti gli appassionati di pizzica e taranta, ma anche per i più curiosi ascoltatori che desiderano cimentarsi nel ballo tipico salentino prendendo tra le mani il tamburello e provando a seguire il ritmo incalzante tipico delle terre del Sud. Tra gli organizzatori dello stage i pizzicati Fabio Sirchio e la moglie Cinzia Scotoni: “Personalmente riteniamo che la musica popolare salentina sia vita. E’ incredibile il modo in cui il ritmo entra nel corpo trasmettendo a tutte le membra, quasi involontariamente, la necessità di muoversi, di manifestare adesione totale alla musicalità intera; siamo pizzicati. La pizzica e la taranta sono come le radici di un ulivo centenario che con forza e dolcezza sviluppano tronco, rami e foglie che sotto i raggi del sole e accarezzate dal vento sono pronte a emanare ossigeno”. Alle 22.00 proseguirà la serata con il concerto della “Compagnia Aria Corte”, uno tra i gruppi più importanti del panorama etno-popolare pugliese, che dalla metà degli anni ‘90 ad oggi, continua ad essere punto di riferimento del movimento di riproposta della più antica e travolgente forma di ballo e ritmo popolare quale è la "pizzica-pizzica”. Gli artisti Carlo "Canaglia" De Pascali (tamburello e tammorre), Lucia Passaseo (tamburello e voce), Giovanni Arbace (chitarra acustica, armonica a bocca e voce), Salvatore Corvaglia (organetto diatonico) e Moana Casciaro (ballo) dopo aver fatto ballare le piazze d’Italia, d’Europa e del Mondo porteranno in Umbria  sabato 9 maggio anche canzoni proprie, della tradizione grika, ballate contadine e canti d'amore. I concerti live gratuiti proseguiranno mercoledì 13 maggio con swing, salsa e bossa-nova della big band “Babalu’s Man” e venerdì 15 maggio con le note argentine, brasiliane e caraibiche dei “Projectango”.


Floriana Lenti