Camminando
per le vie di Corciano, tra antiche costruzioni di pietra e profumi di pietanze
umbre, ci s’imbatte in “racconti” di terra cotta e creta incastonati su un
piccolo elegante palazzo in via Aldo Moro a fare da cornice al laboratorio di ricerca applicata per
espressioni figurative antiche e moderne dell’eccelso artista corcianese.
Le parole del critico d’arte Franco Mancini spiccano sulla porta “L’arte plastica di Giuseppe Magnini s’ispira a una realtà che è al tempo stesso mito e
leggenda: e proprio a questo alone tra storia e fantasia si deve i fascino
sottile che - l’artista sensibile a un glorioso passato da lui rivissuto nel
quotidiano - ci trasmette, riproponendoci un mondo che è quello della nostra
interiore memoria. La forza del segno, nella apparente semplicità, scaturisce
da una interpretazione (tutt’altro che priva di cultura) di figure e volti
colti nella loro intensa, essenziale psicologia”.
Emozionante
varcare quella soglia e ritrovarsi di fronte ad opere d’arte che parlano di
vicende di un passato che ci appartiene. Ceramica e terra cotta modellate,
legni intarsiati, dipinti, statue di bronzo, pannelli, materiali e colori che
si mescolano rivelando l’essenza di Giuseppe Magnini che, seppur umile, negli
anni ha avuto svariati riconoscimenti nazionali ed internazionali. A lui sono
state commissionate opere dalla Curia in esposizione permanente nei luoghi
sacri più rinomati della Regione. Innumerevoli le sue istallazioni in Umbria e
in tutta la penisola. Sin dal 1998 per il “Premio Nazionale di Poesia Città di
Corciano” ideato da Luciano Pellegrini l’artista ha contribuito con la realizzazione
del logo ufficiale della manifestazione. E’ impegnato in laboratori con i
giovani che Magnini invita a: “Studiare, essere curiosi, conoscere la tecnica,
ma soprattutto la bellezza del mondo che ci circonda per poi raccontarla di
conseguenza. – L’artista prosegue – I ragazzi devono scoprire fino in fondo la
propria vocazione, imparando a fare bene le piccole cose quotidiane”. Giuseppe
Magnini rimane custode di una tradizione che si rifà ai borghi medievali, riporta
a oggi una visione che spazia nel tempo e racconta la mitologia attraverso
immagini che rimarranno nella storia.
Floriana
Lenti
Fonte: ViewPoint
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