Su ViewPoint Italy
Visualizzazione post con etichetta Floriana Lenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Floriana Lenti. Mostra tutti i post
sabato 12 gennaio 2019
venerdì 23 marzo 2018
Al T-Trane "Confine"
"Nell'estate del 2016, centinaia di migranti che
cercavano di raggiungere l'Europa del Nord attraverso la Svizzera si sono
ritrovati bloccati sul confine tra Italia e Svizzera. Per circa tre mesi, 500
persone sono state forzate a sostare nel parco all'esterno della stazione
ferroviaria di Como S. Giovanni, in attesa di conoscere il loro futuro. Questo
libro è una raccolta di immagini scattate durante l’emergenza e che raccontano
come, in pochi giorni, uno dei luoghi di ingresso di Como sia diventato un
campo profughi, portando la crisi dei migranti sul confine italo-svizzero.Confine è anche composto da una selezione di articoli giornalistici pubblicati nelle settimane della crisi. Il libro riporta gli eventi del 2016 e la reazione della città di Como, costretta ad affrontare il suo status di città di confine, troppo a lungo dimenticato. Le fotografie incluse nel libro sono state pubblicate originariamente da diverse testate internazionali. Gli scatti di Mattia Vacca sono stati dati alle stampe da Die Zeit (Germania), Corriere della Sera, La Stampa e Open Migration (Italia). Il suo lavoro da Como ha vinto il Premio Vergani come miglior webdoc del 2016. Le immagini di Emanuele Amighetti sono state pubblicate da Politico Europe (Belgio), Open Migration e The Towner (Italia). Il suo lavoro su Como ha anche vinto un Award of Excellence della Society for News Design Competition. Oltre a contenuti originali, il libro contiene anche articoli pubblicati da The Towner e Open Migration (Italia).
Il libro è in lingua inglese e contiene anche traduzioni in italiano. Il progetto Confine è stato realizzato grazie a una campagna crowdfunding su Kickstarter che si è tenuta tra luglio e settembre 2017. 282 persone hanno donato 9mila euro utilizzati per la realizzazione del volume. Una parte dei soldi raccolti con la campagna sono stati donati in beneficienza a un’associazione che si occupa di accoglienza ai migranti sul territorio di Como."
Sabato
24 marzo al T-Trane alle ore 19.00 nella sala
dischi Floriana Lenti presenterà “Confine”, un progetto di Philip Di Salvo,
Mattia Vacca, Emanuele Amighetti e Giovanni Egeo Marchi.
martedì 13 marzo 2018
Alex Alessandroni a Music Farm
Tra i più grandi musical director d’America c’è Alex Alessandroni, figlio d’arte.
Come poter dimenticare, infatti, il padre, l’uomo del più celebre fischio delle
colonne sonore dei film western di Sergio Leone?!
Tra un tour e l’altro, immerso in progetti del
calibro europeo, Alessandroni jr sarà a Perugia, in Via dell’Aratro 2, nella
splendida location della Music Farm
domenica 25 marzo dalle 15 alle 20.
Cinque ore coordinate da Marco Iacobini in cui
musicisti strumentisti e cantanti potranno apprendere quali sono i requisiti necessari per affrontare al meglio un mestiere sempre
più difficile da intraprendere.
“E’ necessario trovare la propria identità nel mare magnum della musica, emergere,
distinguersi, ma soprattutto riaccendere continuamente la fiamma della
passione” spiegano Maria Fiorelli e Juri Pecci della Music Farm “ed è proprio
per questo motivo che abbiamo deciso di aprire le porte ad Alex Alessandroni
considerando che lui può essere d’esempio e può trasmettere a chi si imbatte in
questo mondo, le sue competenze alla luce degli oltre 35 anni di carriera”.
Alessandroni ha avuto il prestigio di lavorare
in studio e dal vivo con artisti quali Stevie Wonder, Pink, Natalie Cole, Nelly
Furtado, Christina Aguilera, Whitney Houston, Chaka Khan e gli Italiani Vasco
Rossi, Giorgia, Tiziano Ferro.
Un’altra parte importante sarà incentrata sull’analisi
armonico/tecnica del repertorio. A seguire Alex Alessandroni farà una
dimostrazione pratica e poi si darà il via al laboratorio in cui tutti i
presenti avranno circa trenta minuti di tempo per imparare e metabolizzare una
specifica parte di un brano suonato ed arrangiato da Alex. Chiunque vorrà potrà
fare domande ed ascoltare gli aneddoti del grande artista prima della cena a
buffet.
E’ raro in Umbria avere opportunità come questa, i posti sono limitati. Tutte le informazioni sono
disponibili on-line nella pagina Facebook di Music Farm Perugia.
Floriana Lenti
Pubblicato su ViewPoint Italy
Etichette:
Alex Alessandroni,
Floriana Lenti,
Music farm
lunedì 22 gennaio 2018
Impariamo l'Italiano al Cinema 2018

Inizia oggi 22 gennaio 2018 la nuova rassegna cinematografica “Impariamo l’italiano al cinema” organizzata dalla Cooperativa Sociale Perusia Onlus e da Arcisolidarietà.
L’iniziativa è rivolta ai beneficiari dei progetti SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati politici) ed Emergenza Sbarchi 2014 con l’obiettivo di creare uno spazio di dialogo e riflessione su temi socioculturali di grande importanza. Durante la mattinata, al cinema Melies è stato proiettato il lungometraggio “Wiwanana” già vincitore del Perugia Social Film Festival. Durante il PERSO è stata proprio una giuria di richiedenti asilo a votare il film e ad apprezzare il forte messaggio che trasmette: l’importanza del teatro per comunicare l’efficacia dei servizi sanitari gratuiti in Mozambico. Presenti durante la proiezione il regista Iacopo Patierno e Jacopo Fo che è fra i protagonisti principali del progetto e del film. L’evento ha rappresentato un’occasione per riflettere insieme sulla condizione migratoria odierna e per programmare nuove iniziative volte all’integrazione e alla cittadinanza attiva.
venerdì 12 gennaio 2018
"La magnitudine dell'indigenza" di Girolamo Grammatico
Se
le stelle si fanno scorgere attraverso la loro magnitudine, Girolamo Grammatico
è a testa in su e sollevando l’indice verso di loro ce le illustra, le colloca
nello spazio e nel tempo e come solo un astrologo saprebbe fare, ci avvicina a
loro e ce ne restituisce il senso. E qual è il senso più profondo se non lo
spettacolo di saper dare un nome a chi non ce l’ha, di saper restituire una
posizione di privilegio a chi viene considerato ultimo? Il risultato è
esilarante; è lo show che si può
compiere in una notte d’estate. E se le stelle fossero portate qui sulla terra,
tra di noi, per le vie di una città, Girolamo Grammatico potrebbe definirsi
“l’operatore poeta” che ci racconta come tra i marciapiedi si può brillare. La
luce, dalla più intensa a quella più tenue, non si arrende, buca il buio fino a
quando c’è quel briciolo di umanità che consente di fermarsi, osservare,
ri-conoscere. Facile sarebbe voltare lo sguardo e proseguire dritti. E invece
no, Girolamo Grammatico attraverso le sue poesie ci inchioda di fronte al
firmamento terrestre e ci fa capire con forza qual è la linea sottile che c’è
tra il valore della povertà e la desolazione della miseria.
Sono
passati diversi anni da quando conobbi Girolamo Grammatico. Sarà stato il 2005,
forse il 2006; c’era ancora il Myspace e
non era ancora arrivato per noi il tempo di Facebook,
le giornate si riempivano dei colori di lavori sociali che mettevano le radici
nei concetti di pace e diritti umani. C’era, già allora, un mondo di poesia in
via di esplosione e arrivò per Girolamo il tempo di pubblicare “Poesie senza
Asdl” con Perrone editore. C’erano serate con amici che provenivano da ogni
parte d’Italia e c’erano iniziative che tuttora proseguono come “Citofonare Interno
7”. C’erano dipinti come quelli di Cristiano Peluso, le recensioni di Rossano
Astremo e melodie di vari artisti che ora padroneggiano il panorama musicale
nazionale. E c’erano i suoi occhi azzurri e profondi che già sprigionavano il
desiderio di restituire sogni e dignità a chi li aveva perduti. Oggi, tra le
pagine de “La magnitudine dell’indigenza” (l’Erudita edizioni) trovo la
realizzazione di un percorso compiuto seppur in evoluzione. Amo definire
Girolamo Grammatico “scrittore di strada” perché immagino i suoi passi lenti e
rispettosi tra i cartoni stesi sull’asfalto, il suo cuore attento a percepire e
restituire emozioni, la sua mente impegnata a farsi domande più che a celebrare
risposte. “Girolamo, che cosa sono i sogni?” mi verrebbe da chiedergli. Poi continuo
a leggere le sue parole precise, selezionate, pungenti e capisco che forse i
sogni sono cose semplici: granelli di sabbia, un bicchiere di vino, un sorriso.
Ma i sogni sono anche cose parecchio complesse, che a volte diamo per scontate,
a volte addirittura le abbiamo a portata di mano e non sappiamo afferrarle: la
certezza di un caffè caldo domani mattina appena svegli, la realizzazione di
una famiglia, la possibilità di riabbracciare un amico. Domenica 28 gennaio
alle 17 e 30 alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni di Perugia avrò modo di
parlare con l’autore del suo libro “La Magnitudine dell’Indigenza” e di molto
altro e sono sicura che gli dirò: “Scusa, Girolamo, prima di andare via, prima
di riprendere il treno e ritornare a Roma, ancora un attimo: spiegami, per
favore, per cosa vale davvero la pena lottare?”. Immagino il suo volto, il suo
sguardo e sento la sua voce dall’accento vagamente siciliano, che mi dice: “…voglio
lottare, per una parola nascosta dietro il cemento dell’ignoranza seduto
sull’uscio dei miei sogni anche oggi”.
Floriana
Lenti
Pubblicato su ViewPoint Italy
Etichette:
Floriana Lenti,
girolamo grammatico,
indigenza,
magnitudine,
poesia
martedì 5 settembre 2017
Giuseppe Magnini e le sue opere di sensibile vitalità
Camminando
per le vie di Corciano, tra antiche costruzioni di pietra e profumi di pietanze
umbre, ci s’imbatte in “racconti” di terra cotta e creta incastonati su un
piccolo elegante palazzo in via Aldo Moro a fare da cornice al laboratorio di ricerca applicata per
espressioni figurative antiche e moderne dell’eccelso artista corcianese.
Le parole del critico d’arte Franco Mancini spiccano sulla porta “L’arte plastica di Giuseppe Magnini s’ispira a una realtà che è al tempo stesso mito e
leggenda: e proprio a questo alone tra storia e fantasia si deve i fascino
sottile che - l’artista sensibile a un glorioso passato da lui rivissuto nel
quotidiano - ci trasmette, riproponendoci un mondo che è quello della nostra
interiore memoria. La forza del segno, nella apparente semplicità, scaturisce
da una interpretazione (tutt’altro che priva di cultura) di figure e volti
colti nella loro intensa, essenziale psicologia”.
Emozionante
varcare quella soglia e ritrovarsi di fronte ad opere d’arte che parlano di
vicende di un passato che ci appartiene. Ceramica e terra cotta modellate,
legni intarsiati, dipinti, statue di bronzo, pannelli, materiali e colori che
si mescolano rivelando l’essenza di Giuseppe Magnini che, seppur umile, negli
anni ha avuto svariati riconoscimenti nazionali ed internazionali. A lui sono
state commissionate opere dalla Curia in esposizione permanente nei luoghi
sacri più rinomati della Regione. Innumerevoli le sue istallazioni in Umbria e
in tutta la penisola. Sin dal 1998 per il “Premio Nazionale di Poesia Città di
Corciano” ideato da Luciano Pellegrini l’artista ha contribuito con la realizzazione
del logo ufficiale della manifestazione. E’ impegnato in laboratori con i
giovani che Magnini invita a: “Studiare, essere curiosi, conoscere la tecnica,
ma soprattutto la bellezza del mondo che ci circonda per poi raccontarla di
conseguenza. – L’artista prosegue – I ragazzi devono scoprire fino in fondo la
propria vocazione, imparando a fare bene le piccole cose quotidiane”. Giuseppe
Magnini rimane custode di una tradizione che si rifà ai borghi medievali, riporta
a oggi una visione che spazia nel tempo e racconta la mitologia attraverso
immagini che rimarranno nella storia.
Floriana
Lenti
Fonte: ViewPoint
Etichette:
arte,
Floriana Lenti,
giovani,
Giuseppe Magnini,
poesia
domenica 25 giugno 2017
Al Centro Immigrati di Perugia la Giornata Mondiale dei Rifugiati
“A porte aperte” il Centro Immigrati di Via del Favarone di Perugia ha celebrato, il 20 giugno, la Giornata Internazionale dei Rifugiati istituita dall’UNHCR. I beneficiari dei progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati Politici) e “Emergenza Sbarchi 2014” gestiti dalla Cooperativa Sociale Perusia Onlus hanno raccontato la propria esperienza, hanno espresso ringraziamenti per l’ospitalità ricevuta ed hanno dichiarato le proprie aspettative in Italia. Tutti insieme, ospiti e partecipanti, hanno ricordato con un minuto di silenzio i profughi che hanno perso la vita in mare. I lavori della mattinata hanno visto la presenza dell’Assessore al Welfare, famiglia e pari opportunità del Comune di Perugia Edi Cicci che ci ha tenuto a sottolineare quanto sia “importante cooperare e unire le forze per costruire una società migliore. Essere cittadini – ha proseguito – significa rispettare le regole del Paese ospitante e per noi, invece, è sicuramente aprire i nostri orizzonti verso storie di richiesta di asilo. L’Italia, a volte, accoglie con difficoltà,ma mette in campo risorse per poter dare opportunità. Il primo passo per l’integrazione è imparare la lingua italiana, saper comunicare, subito dopo, c’è la necessità di formarsi, imparare un mestiere e partecipare ad attività di volontariato del Comune di Perugia. Essere attivi è importante per acquisire nuove competenze. Ciò che è veramente determinante è che ogni sforzo – sia da parte nostra, che da parte dei beneficiari- sia volto a raggiungere buoni risultati”. Anche Bernardetta Gasperi, Presidente della Cooperata Sociale Perusia ha spiegato il valore che ha questa giornata e come sia importante celebrare quotidianamente i profughi e i richiedenti asilo uscendo fuori dal concetto di emergenza e cercando di comprendere come poter proseguire, con idee innovative, il percorso di inserimento dei ragazzi nella nostra società. Sono intervenuti anche insegnanti L2 dei CPIA del territorio e gli ospiti della Casa di Quartiere “Casa Padre Pio” di Castel del Piano che con i racconti della loro infanzia hanno testimoniato come anche noi italiani, un tempo, siamo stati costretti ad andar via dal nostro Paese per questioni economiche. Nel pomeriggio, invece, studenti in prossimità degli esami di maturità, sono accorsi al centro immigrati per dialogare con i profughi e i richiedenti asilo e per confrontarsi insieme sulle aspirazioni di vita e sul futuro da costruire. Nei giorni scorsi i ragazzi hanno realizzato semplici barchette di carta per fare memoria dei momenti difficili affrontati e hanno voluto che queste scendessero dal cielo, sospese, come metafora di una vita che vuole raggiungere prospettive sempre più alte.
Floriana Lenti
Etichette:
20 giugno,
Floriana Lenti,
migranti,
UNHCR,
WithRefugees
Iscriviti a:
Post (Atom)






