Visualizzazione post con etichetta pizzica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pizzica. Mostra tutti i post

giovedì 21 luglio 2016

Music For Sunset - ALFIO ANTICO: “PORTO LA SICILIA AL LAGO TRASIMENO”

 
L’odore della terra arsa, la salsedine che si mescola al sudore, il cielo limpido che abbraccia l’erba ingiallita, una distesa d’acqua che circonda tutto, lo scorrere del tempo scandito da tocchi di mani su tamburo. Nasce da questi elementi la musica del cantautore e percussionista siciliano Alfio Antico che domenica 24 luglio sarà uno dei protagonisti di punta della settima edizione di Music for Sunset, festival di suggestioni sonore al tramonto, promosso dall’Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore nella splendida cornice dell’Isola Maggiore.
di Floriana Lenti 
Alle 19.30, alla Lingua del Cigno, si darà vita ad “Antico”, concerto di musica folk sperimentale in cui si esibirà anche il cantautore Colapesce, coproduttore del progetto. E da un’isola all’altra, con il valido sostegno del sole che lascerà il posto alla luna, tutte le emozioni che sa restituire la musica popolare del sud si trasferiranno in Umbria. Abbiamo intervistato Alfio Antico che tra un sorriso e l’altro ci ha trasmesso la sua passione lasciando la curiosità dell’ascolto…
Cosa significa portare la Sicilia al lago Trasimeno?
Significa raccontare la mia storia in un luogo differente ma simile perché saremo comunque su un’isola. Portare la mia Sicilia è appunto un racconto, in questo caso qualcosa di molto arcaico, di puro, di umano.
Nella sua arte si intrecciano musica, poesia e azione scenica. Quale performance ha in mente per il pubblico di domenica?  
Tutte e tre, come sempre. Non esagero però nella descrizione, è una sorpresa (ride)
Il suo primo tamburo?
Da ragazzo, mentre ero a fare la transumanza, una pecora alla quale ero legato morì tra le mie braccia. Scrissi anche una canzone a proposito di questa storia, Barulè.
Scoperto da Eugenio Bennato una sera a Firenze, ha collaborato con artisti di fama internazionale, ci racconta un breve aneddoto di uno dei tanti concerti che hanno segnato la sua carriera?
Ho sempre piacere a raccontare della splendida presentazione che mi fece Lucio Dalla come intro della sua Caruso. Fu una serata straordinaria, lui mi presentò con un nobilissimo rispetto, quasi in maniera timida, fu molto dolce. C’è ancora un video in internet, ogni tanto lo riguardo volentieri.
Quest’anno è uscito l’ultimo album prodotto da Lorenzo Urciullo -in arte Colapesce- e Mario Conte. Com’è suonare con loro?
Lorenzo lo conosco da anni, io e suo padre siamo amici da una vita, quindi per me era come lavorare in famiglia. Lui ha voluto coinvolgere un suo caro amico, Mario Conte, e da lì, tra una cena e l’altra, abbiamo suonato. È stato qualcosa di profondamente umano.
Cosa pensa della “riscoperta” della pizzica e della tammorra in Italia?
Guardi l’importante è non farne un’imitazione. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 con Musicanova e Peppe Barra è stata rimodellata e resa contemporanea, ora bisogna capire cosa si vuole fare. La curiosità è un bene, ma bisogna conoscerla, sapere da dove viene e dove può andare, se è solo un copia e incolla non va bene.
Il verso della canzone che le sta più a cuore?
In questo ultimo disco dico un verso di Pirchì, l’ho improvvisata senza scriverla a microfono aperto e se ci fate caso la mia voce è emozionata. Credo che in questi versi ci sia tutta la mia adolescenza tra le montagne con le pecore, è tutta lì.
Terra ca ti taliu
si sempri comu na minna
ca mi duna latti
puru quannu non tegnu siti.
Nun ci luvati l’aria a l’aceddi
sinnò nun ponnu vulari”

Fonte: ViewPoint

martedì 20 ottobre 2015

LA MUSICA DEL MONDO, IL MONDO DELLA MUSICA DI LAVINIA MANCUSI

Corpo statuario, affusolato, sinuoso. Voce profonda capace di scavare e rimanere impressa nella memoria a lungo. Così come fa il vento, le note e le melodie prodotte dall’artista romana sfiorano la pelle, e poi scaldano o danno i brividi. Si può definire, senza ombra di dubbio, un’artista a tuttotondo Lavinia Mancusi. Oltre alla presenza scenica e alla sua voce, la regina dalle gonne lunghe e i corpetti avvolgenti, abbraccia il violino come se fosse il suo amico più fidato, pizzica le corde della chitarra come se ne conoscesse i segreti più celati, percuote il tamburo come solo alcuni esperti musicanti di pizzica sanno fare. Da poco reduce del tour estivo con l’ormai noto cantaurtore Mannarino, verrà a Perugia al Bad King mercoledì 21 ottobre alle 21.30. Un ritorno, perché Lavinia è già salita su quel palco inebriando gli spettatori con la sua teatralità musicale. Ed anche questa volta l’artista riuscirà ad incantare presentando la storia di un viaggio fatto di semina – da cui il nome del suo album “Semilla” – in cui si vuole comunicare che non sono solo gli uomini a spostarsi da una terra all’altra, ma anche la musica si muove, si ferma e poi riparte producendo germogli e frutti in questo continuo movimento. Lavinia Mancusi è espressione di un amore viscerale che la lega al Sud Italia, al mare, alla musica popolare e confessa: “questo ritrovarmi altrove è il senso del mio cammino”. Ed in tanti, come me, si ritrovano dietro alcune canzoni, accompagnati dalla voce dell’artista, a fare passi veloci e lenti in base al ritmo, a saltellare e poi riposare come in “Alba” e  “O Sole ‘E Pulecenella”. E’ impossibile non farsi trasportare dal riso amaro di “Cu ti lu dissi” e “Ballata per Maddalena”. Fanno sognare “Angelare’” e “D’à mae riva”. Ma nell’album c’è molto altro, basta solo aprire bene le orecchie per sentire il richiamo dell’anima dell’uomo e della musica che salva. Lavinia Mancusi proporrà dunque un percorso che dalla tradizione del Meridione d’Italia, attraverso la contaminazione tra sonorità del Mediterraneo, spaziando dal Nord Africa alla Spagna, arriverà a toccare il Sud America. Si esibirà in trio con Riccardo Medile alla chitarra e Gabriele Gagliarini alle percussioni. Collabora con l’Orchestra Giovanile Popolare di Ambrogio Sparagna, con la Takadum e con la Medfree Orkestra. Porta con sé anche il desiderio di conoscere ancora e sperimentare le più diverse sfumature del suoni che più variano più la tengono ancorata alle sue radici, nelle quali ognuno di noi potrà ritrovarsi.





Fonte: http://viewpointitaly.it

venerdì 8 maggio 2015

Musica popolare al Bad King con Antonio Ballarano Band e la Compagnia Aria Corte. Da oggi inizia l'estate!!!




Al Bad King di Perugia venerdì 8 maggio Antonio Ballarano Band e sabato 9 maggio Compagnia Aria Corte


L’estate è alle porte e la voglia di ballare, uscire e cercare il puro divertimento aumenta. Per questa ragione al Bad King di Perugia il mese di maggio si riempie di appuntamenti imperdibili, che mettono grinta e che fanno battere il cuore come solo sa fare la musica popolare italiana. Cataldo Uva e Letizia Bianchi, gestori del Bad King, sottolineano: “Il nostro desiderio è chiudere la stagione di musica live con concerti d’eccellenza, lasciando nell’aria la bellezza trasmessa dalle note delle band che abbiamo avuto il piacere di ospitare a Perugia. Vogliamo che tutti si divertano e pensiamo che le prossime date in calendario possano essere l’occasione giusta per salutare l’inverno e predisporci ad un nuovo inizio”.
Venerdì 8 maggio alle 22.00 con Antonio Ballarano e la sua band si potrà fare una scorta energizzante di swing made in Italy riscoprendo le sonorità più emozionanti del cantautorato popolare. I musicisti che si cimenteranno in brani di Dean Martin, Buscaglione, Carosone, Arigliano, Capossela, Pino Daniele, Dalla, De André, Gaber e molti altri… sono Antonio Ballarano alla voce, Tiziano Fioriti al sax, Antonio Ruvo alla chitarra, Fabio Giusto al basso, Francesco Montesi alle percussioni e Gianni Maestrucci alla batteria.
Sabato 9 maggio alle 19.00 il Bad King propone uno stage per tutti gli appassionati di pizzica e taranta, ma anche per i più curiosi ascoltatori che desiderano cimentarsi nel ballo tipico salentino prendendo tra le mani il tamburello e provando a seguire il ritmo incalzante tipico delle terre del Sud. Tra gli organizzatori dello stage i pizzicati Fabio Sirchio e la moglie Cinzia Scotoni: “Personalmente riteniamo che la musica popolare salentina sia vita. E’ incredibile il modo in cui il ritmo entra nel corpo trasmettendo a tutte le membra, quasi involontariamente, la necessità di muoversi, di manifestare adesione totale alla musicalità intera; siamo pizzicati. La pizzica e la taranta sono come le radici di un ulivo centenario che con forza e dolcezza sviluppano tronco, rami e foglie che sotto i raggi del sole e accarezzate dal vento sono pronte a emanare ossigeno”. Alle 22.00 proseguirà la serata con il concerto della “Compagnia Aria Corte”, uno tra i gruppi più importanti del panorama etno-popolare pugliese, che dalla metà degli anni ‘90 ad oggi, continua ad essere punto di riferimento del movimento di riproposta della più antica e travolgente forma di ballo e ritmo popolare quale è la "pizzica-pizzica”. Gli artisti Carlo "Canaglia" De Pascali (tamburello e tammorre), Lucia Passaseo (tamburello e voce), Giovanni Arbace (chitarra acustica, armonica a bocca e voce), Salvatore Corvaglia (organetto diatonico) e Moana Casciaro (ballo) dopo aver fatto ballare le piazze d’Italia, d’Europa e del Mondo porteranno in Umbria  sabato 9 maggio anche canzoni proprie, della tradizione grika, ballate contadine e canti d'amore. I concerti live gratuiti proseguiranno mercoledì 13 maggio con swing, salsa e bossa-nova della big band “Babalu’s Man” e venerdì 15 maggio con le note argentine, brasiliane e caraibiche dei “Projectango”.


Floriana Lenti