martedì 28 settembre 2010

caldo come le lacrime, freddo come il vetro.


Dove sono, dimmi dove sono le tue mani. Dammi un cenno. Le ricordo sulla mia pelle, desiderose di avere qualcosa che è lontano anche da me.

Come posso fare ad annullare in te le mie paure? Fammi capire dove si riposano i tuoi pensieri. Parlami con quel silenzio assordante. Assaporo il vellutato senso di appartenenza che si vive e si consuma nell’arco di un sogno. Tutto in pochi istanti, è la porta d’ingresso alla vita o alla fine? Immagino gocce di sudore che riscaldano; e cadendo impertinenti e costanti sulle ferite del cuore le fanno bruciare.

Arriverà un momento in cui saremo solo noi. Durerà forse ore e non sarà nulla in confronto al minuto dopo l’addio.

sabato 18 settembre 2010

Alla mia compagna di viaggio (e di stanza in Medio Oriente)


Nella piazzetta della nonna; sono sicura sia stato lì il luogo in cui per la prima volta ascoltai queste parole, mi venne detto: “Mò ca ‘t spues, t’agghia fa fà a zita” (Quando ti sposi ti farò fare la moglie). All’epoca non compresi bene il significato. Probabilmente avrò dato modo di farmi dire questa frase perché sarò stata brava in qualcosa, non so. La sostanza è che a un certo punto una donna, specialmente nella cultura meridionale, deve dimostrare di essere in grado di saper fare e anche di esser degna di diventare sposa. Dunque, mie care amiche, se l’idea del matrimonio per voi è ancora lontana… aspettate a dare estro a bravure (se non per necessità); se invece l’anello al dito è quello che desiderate: datevi da fare, che pure con la crisi c’è sempre qualcuno pronto a fare il grande passo!

Oggi, poi, si è sposata una mia cara amica, non nego che ho dovuto trattenere le lacrime. E’ stato un momento straordinario, pieno di convinzione e determinazione. Ho capito che una scelta così importante è un mix di amore e coraggio, ma anche di rinuncia e altruismo.

Sono felice per te, Irene.


Per quanto riguarda la RUBRICA PROVERBIALE, un grazie particolare va alla mia cuginetta Fabrizia che proprio oggi mi ha fornito 365 detti tarantini!

mercoledì 1 settembre 2010

Ciao Toni!


Lavoro da quasi sei anni per l'ufficio stampa della Tavola della pace e in tutto questo tempo ho conosciuto gente meravigliosa, tra cui te, Toni,
Non hai mai rifiutato una chiamata (come piace fare ai tuoi colleghi), anche se eri oberatissimo. Hai sempre fatto in modo di seguire le attività per la pace e i diritti umani. Hai lavorato con onestà, ma soprattutto con passione e determinazione. Sei stato voce di conforto quando per telefono ci dicevamo: "la pace non fa notizia, ma è chi la pensa così a sbagliare, noi, invece, dobbiamo mantenere alta la guardia, dobbiamo avere speranza" e infatti puntualmente il giorno dopo su l'Unità il tuo pezzo c'era.
Oggi le mie lacrime sono rivolte a te, e non ci avrei mai pensato, mai avrei voluto. Ho letto: "E' morto Toni Fontana" ed ho creduto in un errore, ho anche cercato i tuoi omonimi. Poi, la cruda e ingiusta verità. Ora molte persone ti stanno scrivendo su facebook (che nemmeno volevi aprirti). Io lo faccio usando questo mio sciocco "diario" e "ti scriverò" ogni volta che farò il mio lavoro con amore e con purezza d'animo, provando a seguire le tue orme. Grazie per tutto quello che sei per me e per i lettori italiani. Ora, lo so, sarai davvero in pace. Il nostro è solo un arrivederci...

mercoledì 25 agosto 2010

..una notte DIVERSA!


La mattina mi sveglio su un letto comodo, con le lenzuola profumate e il cuscino non troppo morbido e non troppo duro, proprio come piace a me. Scelgo i vestiti che voglio indossare, li trovo nell'armadio ben piegati e stirati. Mi lavo con acqua fresca, tiepida o calda (dipende anche dalla stagione) e uso saponi e prodotti cosmetici. Faccio un'abbondante colazione con caffellatte e biscotti. Poi decido cosa fare del mio tempo, non devo attendere che lui passi, ma voglio anticiparlo, recuperarlo. Se mi va vado al cinema, a cena fuori, in locali per incontrare amici e chiacchierare. Oh, mi piacerebbe una macchina fotografica migliore, la mia ormai ha i suoi anni, ho in programma di ricomprarmela.

Tutti voi starete pensando: anche io ho un letto comodo, sì: mi lavo e poi mi vesto. Alcuni di voi forse preferiscono andare al bar a fare colazione... E la sera, si fa quel che si può, certo: ogni tanto uscire di casa fa bene! I vostri desideri, come i miei, variano. C'è chi alle foto preferisce fare altro, basta andare in un grande magazzino che i bisogni ci vengono suggeriti a destra e manca.

Ma chi di voi ha mai dormito all'aperto? Chi ha provato la sensazione di addormentarsi sotto un manto di stelle d'estate e d'inverno non per diletto, ma per necessità? Chi ha rinunciato a saltare pasto dopo pasto perché ha le tasche completamente vuote?

Il 17 ottobre a Roma si svolgerà "La notte dei senza dimora", un'iniziativa per dire NO alla povertà, un gesto di solidarietà - quello di dormire per strada - nei confronti di chi non ha un tetto sulla testa e un modo per sensibilizzare e aprire gli occhi davanti ad una realtà che spesso si guarda di sfuggita annebbiandola con stereotipi.

La novità di quest'anno è il concorso letterario "La notte dei senza dimora". Si può scegliere di scrivere una poesia o un racconto. E diamoci da fare, non c'è niente da perdere!!!
Il regolamento completo è sul sito www.lanottedeisenzadimora.it
Per altri dubbi o commenti basta scrivere all'indirizzo mail: sulromanzo@libero.it

domenica 22 agosto 2010

in mezzo al mar...


sono trascorsi veloci,
come sabbia asciutta tra le mani quando la stringi in un pugno e scivola giù.
si sono spenti in un lampo,
come una stella cadente che si perde nel buio dopo aver sprigionato il massimo della luce.
hanno donato tutta la loro energia vitale,
come le farfalle che sbattono le ali dall'alba al tramonto.
i giorni a casa sono già finiti,
ma fortunatamente lasciano la scia sulla mia pelle e nel mio cuore
un piacevole calore che continua a scaldarmi.
sarò scontata, ma non posso negare che mi dispiace non aver rivisto tutte le persone che avrei voluto...
e sono felice di aver riassaporato la mia terra, i miei parenti e i miei amori.

è indescrivibile la sensazione dell'aria calda che si sente sul viso appena si arriva nella mia città, la voglia di stare insieme, la grinta nelle strette di mano, il profumo del pesce fresco sulla brace in giardino, la dolcezza delle mie amiche sempre pronte ad ascoltare senza giudicare, con l'animo nobile e puro, con lo sguardo colmo di affetto.

da domani si ritorna alla vita reale,
ma con una valigia di ricordi indimenticabili.

lunedì 19 luglio 2010

ELOGIO ALLA PAZIENZA


Una settimana fa, le mie più care amiche Rosa e Alice sono venute a trovarmi. Mancava fisicamente solo Gabry, ma ha il magico potere di comparire nei nostri sorrisi, nei ricordi e nelle nostre parole. Insomma c’eravamo tutte, sedute intorno al tavolo a fare finta di essere impegnate come accadeva al liceo. (nella foto siamo larve sul divano, ma ecco, siamo sempre noi!!!)

Discutendo e divagando è piombata una proposta: “Flò, perché di tanto in tanto non ci ricordi proverbi provenienti dalla nostra terra?”. E colgo subito l’invito a farlo, ma non senza trovare la loro applicazione pratica.

Da oggi, dunque, darò il via all’impresa (RUBRICA PROVERBIALE) e mi sento fortunata per aver vissuto tra gente forse povera per denari, ma estremamente ricca di vita. “GENTE DI MARE” direi, che non sa rimanere senza parole, che sa trovare un senso a quello che accade, che sa indurre al sorriso come al pianto… Saggi, libri, romanzi, forse, non potranno arrivare a trasmettermi ciò che labbra rugose e sdentate mi hanno scolpito dentro.

Ho una serie di proverbi da elencare, e “c’ tèn pazienz arriv apprim a ‘sntenz”!

(Chi ha pazienza arriva prima al sapere)

sabato 10 luglio 2010

lo stricaturo


Non sono una brava “donna di casa”. Ho la tendenza ad evadere dalla faccende domestiche, ma giunge sempre il momento di rimboccarsi le maniche (se fa freddo; in questi giorni la tenuta è canottiera e mutande) e PULIRE. Con il caldo di oggi poi… è drammatico, solo la lavatrice mi gratifica quando stendo i panni: si asciugano subito. Ma dopo bisogna stirare. E a che mi serve andare a fare la sauna in qualche centro estetico?

Da ragazzina, fino ai 18 anni circa, non ho fatto altro che osservare. Bei tempi! Solo dopo ho colto il senso del dolore ai piedi e alla schiena che mia madre di tanto in tanto lamentava.

Da grande ho capito. Mi sono ritrovata sola, in una stanza sporca anche se pulita, a dover adoperare LO STRICATURO (tipico strumento in legno fatto con tavolette in rilievo per sgrassare strisciando sopra il sapone da 300 etti di Marsiglia – adesso incorporato nel lavello del bagno), a lavare a terra prima con straccio e mazza con setole dure e poi con vari aggeggi stile mocio; a dover mantenere, insomma, quel minimo di decoro.

Anni trascorsi con varie coinquiline mi hanno insegnato tanto, e devo dire di essere stata sempre molto fortunata con loro, erano davvero favolose in casa.

Ora però tutto è ulteriormente variato e le responsabilità sono aumentate.

Tra poche ore arriveranno le mie amiche da Roma e non sto nella pelle (pensa un po’ che schifo…) e pulire sapendo che la mia umile dimora deve accoglierle è una sensazione che mi piace molto.

Sto iniziando a pensare che sarebbe il caso di scrivere un bel manuale delle perfette pulizie domestiche: si parte dall’alto, così lo sporco scende verso il basso. Si spolvera eliminando dalle superfici i vari gingilli che devono essere ricollocati solo dopo e ben lucidi, si arriva fino al pavimento e dopo l’aspirapolvere si deve lavare e ripassare fino a quando l’acqua non è limpida. Ho già la scaletta in mente. E’ che a livello teorico sono messa bene, pecco nella pratica.

Il segreto? Non fare mai passare troppo tempo da una pulita all’altra… E siccome lo so, la prossima volta che mi imbatterò non sarà Pasqua. Oh, il Natale è più vicino di quanto si possa credere.

PS- Faccio un appello a voi scienziati del mondo: Possibile che non ci avete ancora pensato??? Il futuro è la CASA AUTOPULENTE. Confido in voi…