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lunedì 25 aprile 2016

Il vento soffia. Anche per te.



Aprile. 25. Il vento soffia, ce lo sta dicendo in tutti i modi cosa c’è da ricordare. Memoria. Per chi ha vissuto e per chi ha ascoltato. Per chi ha lottato e per chi è nato da poco e può solo immaginare, forse studiare. Memoria anche per chi non lo capirà mai. Il vento soffia dall’alba, dalla prima telefonata del mattino: “Buona festa della liberazione a papà”. Mio nonno Uccio mi ha detto tutto e più di una volta di quel viaggio stremante dalla Jugoslavia alla Puglia con scarponi scomodi, ma cuore pulsante. E poi il naufragio del nonno Mino, giorni in acqua attaccato ad una boa di speranza, con la consapevolezza che pur amando follemente il mare, pur andandoci tutti i giorni non si sarebbe più reimmerso. Il valore più bello, che mi fa scendere una lacrima riesumando un sincero sorriso, è l’attesa delle nonne, saper stare lì, giorno dopo giorno, uno sguardo alla porta di casa per veder varcare nuovamente quell’uscio dalle gambe di uomini che sono stati presenti durante tutto il cammino.  

E il vento soffia ancora, ancora più forte degli anni precedenti, ci sarà pure un motivo? Non c’è il sole, è tutto sbiadito, pure il rosso del papavero che si scorge dalla mia finestra. E non c’è più nessun eskimo pronto a coprire il nostro collo, le nostre spalle, i nostri busti. Ci siamo spogliati e non è bello. Oggi questa lotta, questa parola totalmente pulita e preziosa “Liberazione” è il vestito che dobbiamo indossare, e ha i colori  della nonviolenza, cuciture senza armi di nessun tipo, tessuti che possano rimettere al centro la dignità di ogni essere umano.

lunedì 17 maggio 2010

La marcia per la pace comincia adesso...


Ho marciato per ventiquattro chilomentri con oltre 100.000 persone. Ho marciato perché sono convinta che c’è un modo sano di rapportarsi agli altri: la nonviolenza. Ho marciato affinché la libertà sia la parola d’ordine per tutti i media che ogni giorno non fanno altro che omettere, stravolgere la realtà e soprattutto –ancor più grave - censurare. Ho marciato perché sono consapevole che la giustizia è sempre la chiave di lettura per sconfiggere le mafie che mangiucchiano e corrodono il sistema italiano e internazionale. Ho marciato per dire no alla guerra, alla morte dei civili e anche dei militari che vengono spediti nel mondo per politiche governative celate da un nome ipocrita: missioni di pace. Ho marciato accanto a chi crede che l’egoismo porta a isolamento ed invece è bene che tutti ci si assuma consapevolmente le proprie responsabilità. Ho marciato perché in prima persona ho bisogno di speranza: spero infatti che prima o poi si possa vivere in un mondo dove costruirsi una casa, avere una famiglia, mettere al mondo dei bambini non sia così difficile, così spaventoso, così inarrivabile…

Ho marciato – come già feci nel 2007- per i diritti umani, perché vengano davvero rispettati da chi non li conosce e dovrebbe studiarseli, da chi li ha letti e li ignora, da chi sfrutta il prossimo senza dargli via d’uscita, da chi non apprezza le persone con cui entra in contatto. Ho marciato ieri e continuerò a farlo, cercando di mettere in pratica il mio impegno di miglioramento a partire dal mio piccolo, dalla vita di tutti i giorni, ma c’è bisogno di uno sforzo collettivo… Ho marciato per me, per la mia famiglia, per i miei amici più cari, per tutte le persone che avrebbero voluto esserci e non hanno potuto; ed ho marciato anche e soprattutto per tutti quelli che non c’erano… Ho marciato perché amo i sorrisi, l’ottimismo, la gioia, la voglia di vivere e i colori!