
La bomba è esplosa. Morte.
La terra ha tremato. Terrore.
E come si fa a non aver paura?
Come si fa ad uscire tranquilli per strada?
E'
da tanto che non aggiorno più questa piccola pagina sconosciuta immersa
nella rete, ed oggi voglio farla rivivere. Le ho dato un altro nome, ho
cancellato il vecchio "Iocipenso" (troppo introspettivo, troppo
egoistico), non quello che di getto mi era sembrato pertinente con il
mio attuale stato d'animo: "Adesso basta".
Mi sento ferita,
indignata, smarrita di fronte a tutti i fatti che sono accaduti in soli
due giorni. Ho letto articoli, visto video, ascoltato notiziari, ma non
posso e non voglio alimentare l'insana convinzione che anela nell'aria:
il mondo fa schifo. E' per tale ragione che il nome di questo blog da
ora in poi sarà sinonimo di speranza e di bellezza "Centocinquantatré
grossi pesci". E poi, sono nata in una città in cui c'è il mare, dove
mia madre mi ha sempre osservata prendere il largo, quasi preoccupata di
non farcela a starmi dietro e mio padre ha sempre pescato le delizie che arrivano sulla nostra tavola.
Ieri una mia amica ha scritto:
"Siamo
tutti bravi a scrivere post su Facebook e ad aspettare i 'mi piace'.
Siamo tutti buoni a dire 'che schifo' davanti alla televisione,
comodamente seduti in poltrona. Oggi è un sabato pomeriggio uguale, e
fra poco le vie del centro si riempiranno, come sempre. E non per
gridare. Quello nessuno osa farlo". E di getto le ho risposto: "Iniziamo a farlo noi, io e te".
Giulia,
questo è il mio modo di gridare! Chiedere la forza per andare lì dove
c'è distruzione e odio e metterci dentro positività e rinascita.
Sconfiggere la mia pigrizia e rimboccarmi le maniche per raccogliere la
sporcizia che invade la terra e i cuori.
E
la rabbia che ho dentro diventa pian piano voglia di cancellare la
negatività, recuperando la forte convinzione che con piccoli gesti e
poche parole possiamo raccontare che il bello esiste davvero e non è
neanche tanto lontano. Dietro i libri sparsi, le macchie di sangue, gli zaini vuoti e le scarpe che ormai più nessuno indosserà, c'è comunque la scritta "ti amo".